Zaira Magliozzi

Zaira Magliozzi

@zairamagliozzi.com

LA MIA STORIA

A 35 anni mi sono resa conto di una serie di cose. Che sono imperfetta nelle mie screpolature e che ogni giorno lavoro su una di esse, per guardarle dritte in faccia e capire da dove vengono. Che non si smette mai di lavorare su di sé, come uno scultore, che con la testa china sul suo blocco di marmo, non fa altro che togliere, limare, ridurre, per arrivare, un giorno a ottenere quello che aveva soltanto immaginato nella sua mente. Che non devo avere paura di sbagliare, anche se vuol dire mettersi a nudo, esposta e indifesa. L’errore va professato come una religione perché se riesci a superare i primi momenti di disperazione, puoi costruire su quegli errori qualcosa che neanche pensavi, prima di sbagliare. E se esci vivo, dall’altro lato, allora puoi fare qualsiasi cosa. Che non voglio più perdere tempo a fare le cose che non mi va di fare e a stare con le persone con cui non mi va di stare. Che per una gran parte della vita mi sono nascosta, come se fosse la cosa più giusta da fare, rinunciando alla vera me, mettendola da parte per proteggermi, non rimanere delusa dagli altri e dal resto del mondo. Ma poi ho capito in un istante che per essere compresi e accettati, non possiamo che essere noi stessi. Magari è banale, ma così difficile da mettere in pratica. Perché in tutti questi anni ho costruito un super io ad arte, curando ogni dettaglio, convincendo tutti. E ora è arrivato il momento di ammazzarlo, demolirlo pezzo per pezzo. Per ricominciare, da me.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Era una domenica di Gennaio, a Roma, ero a casa, buttata giù, senza voglia di fare. Ho raccolto qualche forza e mi sono trascinata fuori. Una cosa volevo farla. Volevo tornare su una collina dietro casa, da cui si vede il sole colare a picco dietro la città. Così sono andata nel punto che i miei occhi ricordavano e mi sono fermata a guardare lo spettacolo provando a non pensare a niente. Sarà passato un quarto d’ora e mi sono alzata per tornare alla mia vita. Ma mentre camminavo mi tornava in mente solo un pensiero, un piccolo mantra. Quindici minuti. Sono bastati solo quindici minuti di pura bellezza davanti per stare di nuovo bene. Per rimettermi in sesto e tornare ad avere voglia di vivere. Così è nata un’idea. La bellezza ti cambia, ti dà speranza, ti rende migliore. Ed era arrivato il momento di agire, dovevo andare a trovare qualcosa di me, lì fuori. Superare i miei limiti e buttarmi davvero. Dal 20 Gennaio 2019, per un anno intero, ho deciso di cercare la Bellezza nella mia vita quotidiana, tutti i giorni, dedicandole 15 minuti del mio tempo per contemplarla e scrivere ciò che quella Bellezza mi trasmette. Ho reso tutto pubblico, ho aperto le porte delle mie insicurezze, ho provato a urlare chissenefrega, perché, mi sono detta, tutto questo un giorno mi servirà. Ho aperto un account Instagram dove condivido il viaggio con chi, come me, crede nel potere della Bellezza. E si sta rivelando l’avventura più incredibile della mia vita.

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