Valeria Armentano

Valeria Armentano

@viaconvale

LA MIA STORIA

Vengo da una famiglia che può essere definita “normale”: papà, istitutore presso un collegio e ornitologo/naturalista nel tempo libero, mamma, insegnante di filosofia, pedagogia e psicologia e una sorella più grande di me, ovviamente adorata da tutti e con mille storie d’amore. Io, il maschio di casa… ho passato i tre anni delle scuole medie in tuta e coda di cavallo. A 21 anni m’innamoro e finalmente vengo ricambiata. Una bellissima storia d’amore: io studentessa di Lingue e Letterature Straniere con la passione per gli anni ’70 e la musica rock, lui, di giorno lavoratore, di notte musicista. Nel frattempo inizio a lavorare come insegnante di ginnastica ritmica nel mio paese e dopo la laurea penso di non poter fare altro perciò continuo a fare quello per molto tempo. A 30 anni lui viene a convivere con me e io lo seguo o lo sostengo in qualsiasi concerto e progetto musicale. Fino a quando non cade in depressione dopo la morte di suo padre e lui sparisce completamente. Le sue priorità da quel giorno in poi sono state sua madre e ovviamente la musica. Dopo due anni passati a piangere in bagno quando lui non c’era, prendo una delle decisioni più dolorose della mia vita: lo lascio, a 36 anni! E dopo un anno in cui mi sono sentita una merdina ho iniziato ad ascoltarmi…

COME MI SONO RICOMINCIATA

Nonostante l’avessi lasciato non mi sentivo ancora bene, ero insoddisfatta della mia vita, del mio lavoro, dei miei amici. A un certo punto, all’ennesimo pianto in bagno mi sono guardata e mi sono chiesta: “Ma tu a 19 anni, perché hai scelto Lingue? Cosa volevi fare da grande?” e la mia risposta è stata chiara: “viaggiare!”. Cosi ho dato un’occhiata al conto in banca e ho capito che mi sarei potuta permettere di stare tranquillamente un anno senza lavorare. Ho mollato il lavoro che pensavo di meritare e che ho sempre tenuto, accontentandomi e ho lasciato andare vecchie amicizie che ormai non mi davano più niente, anzi! In un primo momento sono andata in India (“mangia, prega, ama”) e sono tornata dopo un mese, completamente rigenerata. Ma come spesso accade quando assaggi la nutella è che poi ti mangi tutto il barattolo! E cosi ho comprato un biglietto di sola andata per l’Argentina e sono partita con lo zaino in spalla. Sono stata via 100 giorni, girandola tutta e passando anche per il Brasile. Ora sono tornata e il covid-19 ha bloccato quella che iniziavo a sentire essere la mia vita. Ho appena compiuto 40 anni e ancora non so “cosa farò da grande”… ci sto lavorando! Ma mi sento rinata, viva e felice di vivere la vita come la voglio io, nonostante le critiche e i giudizi che ricevo ! Non è mai troppo tardi per realizzarsi e per cambiare vita!

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