Valentina Leporati

Valentina Leporati

@valentinaglutenfree

LA MIA STORIA

I miei genitori hanno scoperto che sono affetta da celiachia quando avevo 17 mesi. La celiachia ha cambiato la loro vita e la mia. Puó sembrare strano questo al giorno d'oggi: le intollerante, le malattie alimentari, le allergie, le scelte alternative sono argomento trattato spesso e su tutti i canali di cominicazione. Al tempo ero l'unica bambina celiaca di tutta la mia zona, non si conoscevano altri casi e le informazioni sulla malattia erano poche e poco sicure. Sono cresciuta con l'ansia e la pura di star male in pubblico e questo ha fatto di me una ragazzina solitaria, timida e invalida socialmente. La celiachia per me è stato un' invalidante sociale: non sono uscita di casa fino ai 18 anni perchè mi vergognavo di dover dire davanti agli amici che non potevo mangiare ovunque, non volevo chiedergli di scegliere le pizzerie per i compleanni in base alle mie esigenze, non volevo rischiare di star male davanti a nessuno al di fuori della mia famiglia. Temevo le domande stupide e fuoriluogo: "ma la celiachia si attacca?" "Ma se mangi il pane muori?" Mi sono costruita una gabbia dorata di sicurezza tra le mura di casa perdendomi tutte le gioie e i dolori classici dell'adolescenza.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Ad un certo punto nella mia testa è scattato qualcosa. Ho deciso che da quel momento in poi non mi sarei più emarginata ma anzi avrei parlato, raccontato e risposto a tutte le domande stupide che mi sarebbero state fatte. Ho notato che la mia sicurezza e la presa di coscienza del fatto che non ero un’appestata hanno automaticamente creato nelle persone che mi si avvicinavano un’attenzione positiva nei miei confronti: ai compleanni avevo un vassoio con cibi a me dedicati, all’aperitivo potevo mangiare olive, patatine e altri stuzzichini, a cena a casa di amici tutti mangiavano pasta senza glutine per non rischiare che mi sentissi male e così via. Una rivoluzione. Quello è stato il momento in cui ho capito che potevo impegnarmi ancora di più per fare in modo che il senza glutine fosse argomento conosciuto e trattato da tutti. Ho studiato, ho cucinato, ho buttato via intere teglie di roba, ho frequentato un corso specifico ed ho deciso di aprire un forno in cui non entrasse nemmeno una briciola di glutine. Volevo creare un posto dove le persone come me si sentissero al sicuro. Ed ora eccomi qua, a scrivervi seduta dietro il bancone di “Valentina Gluten Free”, circondata da pane, pizza, focaccia, torta di mele, cupcakes, muffins e crostate. Sono sola e vivo le mie giornate dentro il laboratorio ma dal giorno che ho inaugurato non ho mai smesso di sorridere. Mi sono ricominciata partendo dalla celiachia, che mi ha tolto tanto e oggi mi regala di più.

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