Valentina Albè

Valentina Albè

@guzza

LA MIA STORIA

Sono qui a scrivere di me perché se mi guardo indietro e osservo tutta la strada che ho fatto non posso che abbracciare con tutta me stessa il motto di Veronica, “l’ormai non esiste”. Ho sempre pensato di aver avuto una vita felice. Avevo una buona famiglia, vivevo in una cascina piena di animali, mi ero laureata con lode, cosa potevo desiderare di più? Quando mi sentivo divorare dall’inquietudine e dalla disperazione mi ripetevo che ero un’ingrata, incapace di apprezzare i doni che avevo avuto in sorte. Poi un giorno atterrai nello studio di una psicologa che in modo molto gentile mi fece notare che un padre malato di parkinson da 40 anni, una madre assente, un’infanzia di solitudine, l’anoressia, la miopia galoppante, una forte mancanza di autostima, il disagio sociale, una serie di lutti molto ravvicinati non potevano considerarsi proprio proprio una vita felice. Seduta davanti a lei realizzai l’immensità del baratro che avevo dentro. Mi sentivo finita e avevo solo 35 anni. Ma come era possibile se avevo un ragazzo con cui convivevo da 15 anni, una bella casa fatta su misura, la salute, una laurea, tanti amici? Mi stavo ponendo tutte queste domande, quando un giorno il mio compagno tornò a casa per dirmi che non voleva più stare con me. Dall’oggi al domani scomparve dalla mia vita e io mi sentii come se qualcuno mi avesse strappato il tappeto da sotto ai piedi.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Il dolore che provai fu così straziante perché portò su tutti i dolori che non avevo mai voluto affrontare… Attraversai un momento che posso solo definire come una notte buia dell’anima. Mi sentivo sola, fallita, incapace di continuare a vivere. Passavo le giornate a stilare elenchi di cosa mi mancava: – Soldi per sopravvivere – Un lavoro – Una casa – Degli amici – Una famiglia con figli – Una vita felice Ma per quanto elaborassi teorie, ero paralizzata dalla paura. La mia risalita cominciò solo quando mi arresi totalmente alla disperazione ed ebbi un’illuminazione: visto che mi mancavano tante cose, me ne sarei concessa almeno una che sognavo da una vita. Così (facendo salti mortali che non vi sto nemmeno a spiegare) mi iscrissi a un corso triennale presso un istituto buddista e imparai a meditare. La meditazione mi salvò la vita. Con piccoli passi lenti e misurati mi permisi di andare oltre le mie paure e uno a uno andai alla ricerca di tutti i punti segnati nella mia lista. Con incredibile stupore, mi accorsi che ero riuscita a realizzarli tutti. Come era sempre stato nei miei sogni, mi sono creata un lavoro autonomo come insegnante di yoga e meditazione e ho fondato Ilcuoresaggio in cui aiuto le persone a rialzarsi dopo le batoste della vita. Ho incontrato un’anima a me affine e ho avuto una bimba bellissima (sì, anche questo a 40 anni perché l’ormai non esiste). Ho la casa in mezzo ai boschi che avevo sognato, pochi amici ma veri e una vita davvero felice.

Inizia a scrivere e premi Enter per avviare la ricerca

Carrello

Nessun prodotto nel carrello.