Serenella Veronese

Serenella Veronese

@Serenella

LA MIA STORIA

Sono la 5° di sei figli, sono nata in una famiglia povera. Mio padre era solito a scatti d'ira incontrollata. Diverse volte mi ha lasciata stramazzata a terra con sangue che mi usciva dappertutto. Sin da piccola avevo problemi con il peso e ho iniziato presto a fare i conti con le umiliazioni, anche da parte dei miei fratelli che anche se mi amavano veicolavano quello che loro stessi subivano. Facevamo parte di una religione (Testimoni di Geova) che VIETAVA molte cose (Natale, compleanni). Negli anni della scuola mi sono sempre sentita diversa e spesso bullizzata. Quando avevo 16 anni ho aiutato mia mamma a separarsi da mio padre e affrontare i giudizi, difficoltà economiche e ho dovuto lasciare gli studi per lavorare. In quel periodo ho avuto il primo fidanzatino, non era consentito a 16 anni, lo vedevo di nascosto ma poi sono stata beccata. Sono stata sottoposta a un "comitato giudiziario" dove dovevo raccontare a 5 uomini adulti i dettagli perché dovevano decidere se espellermi dalla comunità o punirmi, è stato umiliante! Decido così di rigare dritto, a 20 anni mi sposo, con un uomo 11 anni più grande di me. Con lui vicino stavo sempre male e mi sentivo in colpa, mi teneva sempre il muso, mi allontanava dagli affetti era geloso delle amicizie e sembrava anaffettivo. In quel periodo ho conosciuto Andrea, un coetaneo molto attraente e con dei bei modi che ricambiava il mio interesse ma io avevo paura di cedere e l'ho tenuto a distanza. Mi sentivo infelice!

COME MI SONO RICOMINCIATA

Un giorno al 9° anno di matrimonio mi misi a fare delle ricerche su google per decifrare quello che sentivo dentro e lessi del materiale che riguardava i “manipolatori e i vampiri psicologici” Il profilo corrispondeva a quello di mio marito! Ho avuto paura e nel giro di pochi giorni mi sono organizzata e sono scappata di casa con un solo borsone di vestiti. Portandomi dietro le pressioni e i giudizi e le interferenze dei capi della religione. Sono andata a vivere a casa di mio fratello minore e ho contattato una psicoterapeuta che mi ha rimessa al mondo. Dopo qualche mese ho iniziato a riprendermi la vita che mi era stata tolta, a divertirmi e a pensare al mio futuro e poi sono stata di nuovo sottoposta al “comitato” ma questa volta mi sono tolta la soddisfazione di dire “non sono pentita!”. Sono stata espulsa dalla religione e di conseguenza mi è stato praticato l’ostracismo. Nè i miei famigliari nè i miei amici ora possono rivolgermi la parola o salutarmi. Mi sono sentita sola ma anche libera e ho cominciato a costruirmi. Facevo 3 lavori: baby sitter e pulizie di giorno e supermercati di notte e risparmiavo per poter realizzare il mio sogno pagarmi un corso per diventare “home stager”. Dove lavoravo è stato assunto un ragazzo nuovo, era Andrea, il destino ci aveva fatti ritrovare, da allora ci siamo messi insieme e mai più separati. Mi ha aiutata a coltivare il mio sogno e adesso da 1 anno ho lasciato il lavoro dipendente e mi sono lanciata, tra mille paure e difficoltà.

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