Sara Giustiniano

Sara Giustiniano

@saragiustiniano.sg

LA MIA STORIA

Nuda. Immobile. Appesa ad un'amaca. Un caciocavallo. 18 anni, via di casa, scappata dalle aspettative di mio padre. 8 traslochi, litri di alcool, 29 esami dati e milioni di libri letti. 6 anni dopo, questo il mio bilancio. Ho un master, lavoro. Sono una tagliateste. Ho messo da parte sogni truccosi, “non ci fai nulla” mi dicono tutti. Mi rassegno, sono pronta per l'infelicità. Piedi a terra e sogni a far muffa nel cassetto. Poi la vita mi dice basta. Mi paralizza. Letteralmente. Come la freccia prima di essere scoccata viene tirata indietro e bloccata per prendere la mira, così la vita mi tira, blocca e spinge in avanti. Sabato sera, in auto. Un botto. Non sento più il mio corpo. Le mie amiche sono morte. Immagine impressa per sempre nella mia mente. Sono nuda, immobile, appesa ad un'amaca. Un caciocavallo. "Resterai così per un anno", "Hai le ossa rotte", "Scordati i tacchi", mi dicono. L' amaca tira i fili, rimette a posto le mie ossa frantumate. Mi rasano i capelli ma ho peli sulle gambe che sembro un orango. I miei lunghi capelli blu, quanto cazzo mi mancano. Non ricordo più il sole sulla pelle, è da un anno che vedo solo un soffitto. Imparo però ad ascoltare il mio corpo, posso letteralmente percepire il sangue che mi scorre nelle vene. È una figata! Non sono morta. Una parte di me non è mai uscita dalle lamiere di quella macchina. Quello che è rimasto di me impara a sentirsi. Chi sono? Cosa voglio? Ricominciarmi.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Ho perso il lavoro, la casa, le amiche. Devo imparare a camminare, devo imparare a fare la pipì… di nuovo. Come una neonata, devo imparare a fare tutto. Di nuovo. Ma ora ogni piccolezza è una conquista consapevole. La parte più difficile non è cadere o farsi appendere ad un’amaca ma trovare il coraggio di rimettere un piede a terra per la prima volta. Peso 120 kg, mi guardo allo specchio. Chi è quella cicciona pelata dall’altra parte? Non mi riconosco ma mi sento viva. Sono viva. Decido di amare il mio corpo, decido di amare me stessa. Mi RIALZO. Letteralmente. La mia stampella? Il make up che mi fa riscoprire il mio essere femmina. Tiro fuori il mio sogno dal cassetto, questa la mia medicina. Creo la mia strada e voglio condividerla. Apro un blog e scrivo di make up senza taglia né confini. Tutto si può fare. La felicità è una scelta. Da bambina guardavo mia madre e mia nonna mettersi lo smalto rosso. Uno smalto Layla. Ed io non ho mai desiderato più nulla come in quel momento desideravo quello smalto rosso. Lo volevo sentire e vedere per tutta la vita. E allora mi sono presa il lavoro dei miei sogni. Lottando contro le mie insicurezze e contro chi non credeva in me. Io quel lavoro, in quell’azienda lo volevo. Oggi…porto i tacchi. Ho perso 50 kg. La mia passione è diventata il mio lavoro. La mia vita è in Layla, tra smalti e rossetti. La mia amica mi chiama Feliciona. Io lo sono, felice. Mi sono reinventata radice di me stessa.

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