Sara Esposito

Sara Esposito

@sara.esposito

LA MIA STORIA

Da quando sono nata mio papà mi ha sempre ripetuto “Solo alla morte non c’è rimedio”. Io in tutta risposta in 3 anni finisco 3 volte in ospedale per polmonite. Sull’orlo della quarta volta, il medico dice ai miei “La bambina ha bisogno di aria di mare”. Così partiamo: i miei fanno a turno, 15 gg a testa, dal Piemonte alla Puglia, dilapidando buona parte dei loro risparmi da operai e vedendosi pochissimo, per 3 mesi. Papà apre un’officina per potermi permettere di vivere sempre in riva al mare, e stare bene. Infatti io guarisco. 2003: papà perde il lavoro, e una notte di gennaio scappiamo dai nonni materni, in Piemonte. Viviamo da loro per quasi un anno, poi le case popolari, provvisorie. Intanto io subisco bullismo, ma arrivo al liceo e sto bene, finalmente. Con tanti sacrifici dei miei genitori inizio l’università. Prendo qualunque borsa di studio esistente e d’estate lavoro, un solo obiettivo in testa: l’Erasmus, e poi vivere all’estero. Arriva finalmente il momento, i miei mi accompagnano, ma mamma è stanca, deve fare delle analisi. Due giorni dopo rischia di morire sul letto di una sala operatoria, aperta per sospetta appendicite da un medico che non aveva nemmeno guardato le sue analisi: era in coma iperglicemico. Mia mamma si ammala di diabete di tipo I, ma io non posso tornare in Italia: le lezioni sono appena iniziate, hanno frequenza obbligatoria, papà mi proibisce di spendere soldi dicendomi “Mamma sta bene, tu pensa a studiare”.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Piango, tantissimo, mi sento impotente. Quando torno a casa, mia madre è rinata, mio padre è invecchiato di 10 anni. Lo vedo in piedi alla stazione ad aspettarmi, al freddo di novembre, ingobbito e grigio, e decido: non li avrei mai più lasciati. Finisco l’Erasmus, vivo 6 mesi ad Amburgo da sola per uno stage, inizio a lavorare appena tornata in Italia, abbindolata da false prospettive di carriera. Da ottobre 2016 a ottobre 2017: lavoro, scrivo la tesi, frequento la formazione da Clowndottore e mi diplomo, mi laureo col massimo dei voti e la dedico ai miei genitori: il loro sguardo commosso ed orgoglioso ad oggi è il momento più emozionante della mia vita. Vado a convivere con l’amore della mia vita, ma lui perde il lavoro, e cade in una profonda depressione. Nel frattempo scopro le false promesse fattemi sul lavoro, ma non posso pensarci, devo essere forte per lui, che finalmente trova lavoro, e rinasce. Compriamo una casa tutta nostra e creiamo il nostro nido. Il lavoro però diventa sempre più pesante per me, e inizio a pensare di lasciarlo, per formarmi e ricollocarmi. Ovviamente il Covid non era della stessa idea. Il mio ricominciamento è appena iniziato: è partito dal Master di Provincia di Veronica, che mi ha fatto riscoprire la mia passione per la comunicazione. È continuato con la decisione presa con il mio compagno di sposarci nel 2022, quando si spera tutto ciò sarà finito. E spero che tutto ciò sia solo l’inizio di una meravigliosa strada impervia e in salita.

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