Sara Bertelli

Sara Bertelli

@sara.bertelli

LA MIA STORIA

Sono Sara, 44 anni, di Ferrara. Fino a due anni fa, ero un avvocato. Ero quella che, ogni mattina, si metteva la toga e andava a discutere procedimenti penali e a difendere gli imputati. Ho scelto quel percorso perché volevo aiutare gli altri, perché ero insofferente alle regole imposte, perchè odio da sempre le ingiustizie. L'ho fatto per 15 anni finché, un giorno, il 7 marzo di alcuni anni fa, mi sono improvvisamente vista come da fuori e mi sono detta: "ma chi l'ha scelta, questa vita?". È iniziato un periodo difficile, in cui ho dovuto guardarmi dentro e capire chi sono davvero. È stato un percorso difficile. Sono sempre stata una ribelle, una che non si è mai accontentata di sognare i sogni preconfezionati del professionista affermato/marito/figli/famiglia. Solo che, quel modo di combattere le ingiustizie, dentro ad un sistema di falsi miti, non era il mio. Da sempre appassionata di tutto ciò che è creativo ma, soprattutto, di moda, ho deciso di cambiare vita. Ho frequentato una scuola di moda, barcamenandomi tra udienze e compiti di modellistica e ho preso un diploma di modellista sartoriale e stilista. Nel 2017, ho fondato "Sartoria Sovversiva", un piccolo brand di moda handmade e made in Italia che rivolge la sua attenzione a tutte le Donne, con particolare sguardo alle curvy. Ci è voluto coraggio? Certo, ma ce ne vuole molto di più a vivere una vita che non è la nostra, senza far nulla per essere davvero felici. Auguro a tutti un 7 marzo.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Le motivazioni del mio ricominciamento sono sostanzialmente due. La prima è un grande, immenso attaccamento alla Vita. Diciotto anni fa, in un piovoso venerdì di febbraio, ho perso la mamma. Siamo andate a dormire dandoci, come sempre, la buonanotte, e la mattina l’ho trovata riversa a terra senza vita. Era malata da un pò di anni e la sua scomparsa mi ha lasciato un enorme senso di vuoto e di precarietà. Per questo, quando ho sentito il bisogno di cambiare, l’ho fatto pensando a Lei, a quanto poco tempo abbiamo, a quanto tutto possa finire all’improvviso e a quando sia necessario fare di tutto per essere felici. La seconda motivazione è un pò meno nobile, ma altrettanto importante nelle mie scelte: mi piace mangiare. E ho passato la vita a fare diete e a flagellarmi perché non aderivo ai canoni di bellezza imposti dalla moda. Finché mi sono detta: non trovo vestiti? E io imparo a farmeli da sola. Ho cominciato così, dalla mia fissa per una introvabile gonna a ruota. Poi, dato che il mio stile piaceva, ho iniziato a far vestiti per le amiche e poi, via via, per tutte quelle che me lo chiedevano. Sono sempre stata dalla parte delle donne e ho sentito il bisogno di ribellarmi agli schemi che sembrano meravigliosi rifugi e son solo gabbie, nemmeno tanto dorate. Oggi, ogni volta che una donna mi dice che con i miei abiti si è sentita bella, credo di aver fatto la scelta giusta perché si può essere utili agli altri in moltissimi modi, anche non convenzionali.

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