SABRINA RITORTO

SABRINA RITORTO

@sabrina.ritorto

LA MIA STORIA

Forse non sono mai caduta, questo mi avrebbe generato uno stop, doloroso, ma un fermo imposto.Credo, invece di essere stata per lungo tempo sdraiata in una posizione scomoda, rasente al suolo ma se pur frastornata, ero vigile.10 anni in un servizio specialistico come Assistente sociale magistrale dedita a valutazioni nell’accertare potenziali situazioni di pregiudizio a carico di minori. Ho così tanto amato questo lavoro che non mi sono accorta che mi stavo annullando, delegando l’accudimento delle mie bimbe, pur di continuare a prendermi cura del mio "Io bambino". Ero brava, me lo riconoscevano tutti, gli utenti in primis, i giudici, i colleghi e questo faceva bene al mio ego ma dal 2014 qualcosa ha cominciato a non andare più. Meno sorrisi, nessuno scherzo anche nei momenti di estrema tensione, facevo solo il mio lavoro. La passione dopo la sveglia mattutina rimaneva tra le lenzuola. Ho cominciato a mettere a fuoco che questa non ero io, non c’era nessun burn out, non potevo prendermi carico degli altri e trascurare me stessa. Ero certa che qualcosa doveva cambiare: io o il posto di lavoro? Era per me inaccettabile l'esistenza di lunghe liste di attesa quando c’era così tanto bisogno di intervenire, non farmi scegliere dalle persone ma essere assegnata, fare i conti con le risorse economiche, litigare con l’indifferenza dei professionisti.E così grazie all’immagine che mio marito mi rimandava di me ne ho parlato con chi di dovere.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Ma le cose non sono cambiate mentre cambiavo io che piano piano mettevo a fuoco il desiderio di fare della mia professionalità ed esperienza un nuovo inizio. Intraprendo un lungo percorso di supervisione, ben 10 mesi, e se pur per lei la mia scelta era così chiara (licenziarmi) io non riuscivo a dirmelo! Il solo pensiero mi faceva piangere a dirotto, i pro erano così tanti rispetto a quei pochi contro che però pesavano così tanto ma così tanto da togliermi il fiato.Quando sono riuscita a dirmi che dovevo ricominciare licenziandomi portandomi via un bagaglio così specifico, fatto anche di relazioni importanti e, ancora non logorate, sono riuscita ad urlarlo in cima ad una montagna (la mia passione).Ho poi scritto una lettera, era l’8 dicembre 2015 e l’ho fatto! Ho terminato di lavorare il 15 luglio 2016 perché ho voluto farlo bene chiudendo e passando la vita delle persone e non i fascicoli.Da settembre mi sono messa in proprio ho aperto uno studio associato integrato (6inEQUIPE).Le persone conoscono la mia specificità e mi scelgono per avere un aiuto possibile, ho trasformato me in un lavoro! “I nostri successi, i nostri insuccessi sono tra loro inscindibili, proprio come la materia e l’energia. Se vengono separati l’uomo muore”. Tesla aveva ragione io devo a questo insuccesso la mia fortuna odierna: fare quello che amo senza dimenticarmi di me! E ho potuto farlo perché ho accanto un uomo capace di vedermi per quella che sono.W la vita !!!!!

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