Rossella Angiolla

Rossella Angiolla

@rossella.a

LA MIA STORIA

Ciao, sono Rossella e ho 44 anni. Nata e cresciuta a Milano per 25 anni, hostess in Alitalia, mollo tutto quando scopro di aspettare un bambino, non senza paure, dubbi, domande, perplessità e centinaia di «che faccio, e le mie amiche? Il mio adorato lavoro? Il week end che dovevo fare a Londra? Verrà qui lui o io?” Ovviamente mi trasferisco io nella ridente cittadina di Santarcangelo di Romagna, a detta delle mie amiche milanesi un po’ gne gne «il paesello”, una mezza tragedia greca!!! Mi ritrovo mamma, in un posto che nonostante fosse diventato casa, non lo sentissi mio, mi ritrovavo ad essere l’ombra del mio compagno, a vivere aspettando lui da poco titolare di un ristorante aperto pochi mesi prima della nascita del nostro bambino, io spesso sola con mio figlio (vi dico solo che ha iniziato a parlare bene prestissimo, per forza!!!! Lo rincoglionivo di discorsi!) e il mio compagno da solo con il neonato ristorante!! Eravamo giovani, vivevamo nel benessere grazie a lui ma io mi sentivo comunque sola e in una gabbia, seppur dorata, una gabbia. Sento il bisogno di ritrovare me al lavoro, di sentirmi viva, fare nuove “amicizie”, qui non è mai andata un granché bene. Eravamo io e mio figlio...

COME MI SONO RICOMINCIATA

Vengo assunta nel 2005 all’aeroporto di Rimini, comincio a stare bene, a ritrovarmi , a ricrearmi, a riprendermi tutto ciò che era rimasto in stand-By, ero io… Nel frattempo il mio compagno ci lascia, ci riprende e poi ci rilascia, uno dei buchi neri più neri della mia vita, lo vivo come un fallimento, provo rabbia ancora per tutto ciò che io e mio figlio abbiamo subito, cambiano le cose, oltre ad una famiglia finisce la sicurezza economica, cambiano tante cose… Riesco ad ottenere un indeterminato che mi risolleva, mi fa sentire un po’ più sicura, protetta ma… finisce anche la società poiché fallisce, vengo però riassunta dalla nuova società, e penso che la mia stella è davvero una grande stella ma, si sente da subito che non sarebbe stata più la stessa cosa, cambiano gli atteggiamenti, si instaurano dinamiche che a lungo andare non ho più tollerato, non stavo più bene in quel posto, non mi apparteneva più, come un grande amore finito… avevo la possibilità di lasciare e per 2 anni percepire un fondo volo ( uno stipendio quasi al mese) per una sorta di fondo che avevo riempito io da ogni mia busta paga mese per mese, come un salvadanaio, ma ciò significava perdere un indeterminato, combattuta tra il non stare più bene, avere davvero la nausea ogni volta che entravi in turno, e la sicurezza di un indeterminato. Lascio un anno fa, la presentazione della lettera di dimissioni un gran senso di libertà e ho ricominciato a respirare… normalmente, senza affanno. Ora qualcosa farò…

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