Pegah Moshir Pour

Pegah Moshir Pour

@pegahmoshir

LA MIA STORIA

Hai presente quando impari le prime cose? Bene fino all'età di 8 anni per me il mondo era da destra verso sinistra, i libri, i miei bellissimi quaderni con mille stickers si aprivano da sinistra a destra, ho imparato a leggere e scrivere da destra verso sinistra. Ero molto felice. 1998 papà: "partiamo per l'Italia" vedevo che tutta la casa veniva smontata e crescevano le valigie, pensavo "staremo per poco tempo" sono diventati 22 anni! Hai presente quando bevi l'acqua? Il sapore e l'odore dell'acqua? Si l'acqua ha un sapore ed un odore beh era cambiato anche quello. Da Tehran a Potenza. La domanda più frequente era "quanti cammelli avevi?" io con il mio dizionario persiano italiano cercavo le parole (perdevo un sacco di tempo) poi mi chiedevo ma cosa cazzo sono i cammelli? Tehran è una città di oltre 15 milioni di persone. Primo giorno di scuola, primo giorno al conservatorio Pegah la straniera che parla l'italiano con un accento strano, non volevo più parlare, non volevo più andare a scuola. Non sapevo cosa fosse l'islam fino a quando non sono arrivata in Italia, non sapevo cosa fosse il passaporto fino a quando mi hanno negato la gita scolastica. Fino al 2011 avevo la carta d'identità "non valido per l'espatrio" mi sentivo più italiana mi vedevano come italiana finalmente ma non per lo Stato. Insomma la mia storia è la negazione, perdita, conoscenza e l'accettazione di me stessa come duale, italo iraniana alla ricerca della giustizia e di me stessa. Poi ho capito che..

COME MI SONO RICOMINCIATA

I miei genitori unici punti di riferimento è solo grazie a loro ed ai loro insegnamenti che sono riuscita ad andare avanti! Dal voler dimenticare il persiano sono arrivata ad amare la mia lingua e parlare in pubblico, dal voler scappare dall’Italia sono arrivata a difenderla ed essere attivista, dall’odio e disprezzo sono arrivata ad empatizzare ed immergermi guardare in maniera diversa. Il senso di giustizia cresceva sempre, attiva politicamente sul territorio anche senza cittadinanza, sono stata l’ultima della mia famiglia ad averla volevo giustizia con lo Ius Soli per tutti quelli come me, ho iniziato a raccontarmi e dire ciò che provi e vivi quando non sei cittadina. Non aspettavo altro quando la sorpresa: “17° Legislatura seduta n. 922 del 23/12/2017 Il Senato non è in numero legale. Il quorum richiesto era di 149 senatori ma le presenze risultano 116. Poiché la differenza non è facilmente colmabile, apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.” Cosa ho fatto, dopo anni di attivismo e fiducia nella democrazia? Ho continuato non ho mollato. Sono stati tanti i momenti difficili ma sono responsabile non solo del mio futuro ma anche quello di mia sorella e della futura generazione quindi ho pensato di parlare ma non parlare volevo più dimostrare ciò in cui si crede ha un altro impatto, perché si vede è reale come lo faccio? Attraverso la Cultura, unico linguaggio universale e fonte di umanità.

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