Olga Paris

Olga Paris

@olga.paris

LA MIA STORIA

Ciao a tutte, sono Olga. Dire SONO Olga e NON mi chiamo Olga, un dettaglio da non sottovalutare nel mio caso. Vi racconto quando sono caduta dall'altalena. Ah no scusate quella è un'altra storia. Mi chiedo: "ma chi nella vita è caduta una sola volta?" io no, io a terra mi ci sono trovata più volte. Ma come in tutte le storie c'è una prima volta, un inizio. Il mio coincide con il demoniaco 1999 a 9 anni quando, non so come, non so perché mi sono trovata con un vestito da sposa bruttissimo, così lo chiamavamo io e il papi, in pratica un camice. Mi sono risvegliata, ho aperto gli occhi e nulla, nulla non c'era più nessuno. Ero piccola ma non stupida avevo capito che mi avevano tolto qualcosa di brutto dalla testa ed era sparita anche la mia vista. Da un occhio. E mezzo. E con esso anche la mia infanzia, felicità, spensieratezza, magia, fantasia. Ero a terra, brutta botta. Curavo l’esteriorità: mi vestivo da fighetta, truccandomi con gloss e matita nera. Rispondevo ironicamente alle curiosità dei miei compagni: perché hai un occhio storto? ha preso vento; perché sei ingrassata? prendo tic tac speciali. Farmaci e tutte le conseguenze fisiche facevano sì che il mio corpo vivesse sempre nel dolore, che è dentro di te rami neri che ti avvolgono e chiodi infilzati e non molla. A 12 anni ho imparato a fingere di essere sicura, matura e fashion. Il teatrino finiva quando chiusa in camera piangevo dal dolore e stanchezza. I giorni passavano, il mondo girava, testa e palle pure.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Mi sono rialzata come piccola donna forte. Gira la ruota, non c’è Mike ma vinci il premio: arrivare al 2° anno di liceo, ma ero così distrutta e stanca di lottare che la mia mente aveva deciso di spegnere tutto. Mi rifugio su una sedia a rotelle. Ho iniziato ad avere più personalità: la bimba, parte infantile, vedevo le cose come se fosse la prima volta, ero felice con poco, facevo cose strane come mettere le mutande in testa per calmarmi (so che un giorno diventerà di moda), la fissa per il galateo, l’amore per la danza classica e la terapia di una tazza di the caldo. La cattiva questa parte esprimeva rabbia e paura attraverso rossetti rossi e ombretti neri ascoltando musica di Marilyn Manson, una punk dark ribelle. Picasso e Pirandello mi fanno una pippa! Loro sono geni? Perché io dovrei essere pazza? Forse il fondo a volte è un ricominciamento. Ho passato, fra cure mediche, dolori, un bravo psy, quelli che chiamano anni più belli della vita dove si è leggeri senza pensieri. Io avevo triplicato i pensieri e appesantito il corpo, vita di una donna diversamente complicata. Il rossetto è stata la mia arma per rialzarmi sentendomi donna forte, la mente può fare tutto: con un paio di scarpe da danza ho fatto i primi passi. Non è facile accettare che il corpo si blocca perché la mente ha deciso di non voler soffrire. Ho imparato che l’impossibile esiste sono tornata al trucco come cura diventando una make-up artist strana ipovedente con la forza di spingere il mondo nella mia direzione.

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