Noemi Cervi

Noemi Cervi

@noemicervi

LA MIA STORIA

Avevo quindici anni e un test di gravidanza in mano, segnava due linee rosse. Ci misi un mese per dirlo a mia mamma, un secondo per decidere di crescere quella piccola creatura dentro di me. L’immaturità dei quindici anni, ad oggi penso sia quasi magica. Oggi Beatrice è una signorina di otto anni, gioca a calcio insieme ai maschietti e nessuno le può mettere i piedi in testa. Vive di amore e di latte al Nesquik. La vita però non è stata clemente con noi. Pochi mesi dopo la sua nascita i miei genitori si sono detti addio per sempre, pochi anni dopo l’abbiamo fatto anche io e il papá di Beatrice. Io, mia mamma e lei siamo andate avanti insieme, piccole e grandi donne, senza mai arrenderci, per fortuna.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Quando penso a una musa, penso a che donna voglio essere per Beatrice. Penso a mia mamma, che importanza abbia una madre nella vita di una figlia. Non ho lasciato gli studi, mi sono diplomata e ho conseguito una post diploma, perché si sa che per essere una mamma felice devi essere una donna felice. E questo me l’ha detto lei. Non è stato facile, anzi. Rinunciare, se così possiamo dire, per metà alla tua adolescenza per un altro essere vivente. Non è da tutti, lo dico per esperienza. Ma certamente la gratificazione personale, è qualcosa di inspiegabile. Oggi sono fiera del mio lavoro, non ho ancora un’attività mia, ma non smetto di sognare. E Beatrice mi ha ricominciato, mi ha stravolto i piani ed è stata la cosa più giusta che mi sia mai successa.

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