MartinaVerde Stoppioni

MartinaVerde Stoppioni

@martinaverde

LA MIA STORIA

Mi chiamo MartinaVerde, e Verde è il mio secondo nome, un colore che ho imparato ad abitare nel tempo, e che mi ha aiutata a trovare la strada di casa. Ho 37 anni, e 9 anni fa sono rinata per la seconda volta. Ho studiato storia dell’arte contemporanea, laureandomi con il massimo dei voti, ho lavorato in casa d’aste, sono stata manager di una galleria di arte contemporanea, ho organizzato mostre, volteggiato su tacchi altissimi e scritto cataloghi. Fino a quando a luglio del 2010 mi sono ritrovata una lettera di licenziamento in una mano, e poco dopo un test di gravidanza positivo nell’altra. A 28 anni, io che sognavo di lavorare al Moma, avevo invece il pancione, e una relazione freschissima che doveva a tutti i costi funzionare. Mi sono anche sposata. Ma poi tutto è finito. E sola, con una bambina piccola e la sensazione cocente di aver sbagliato tutto ed essere un fallimento deambulante, mi sono fermata. Ero una mamma alle prime armi, disoccupata, sola, e non sapevo dove mettere le mani. Diventare mamma mi ha fatto sentire una grande empatia per tutte le mamme, a prescindere dalla specie, così ho deciso di non mangiare più derivati animali. Si trattava quindi di imparare a cucinare, vegan. Un giorno, con grande sforzo e orgoglio, preparai dei muffin che feci assaggiare ad alcuni amici: tutti furono molto carini e coccolosi, tranne uno che trovò il coraggio di dirmi: Marti, è la cosa più schifosa che abbia mai mangiato.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Cercando un comune denominatore, posso dire che ogni cosa che ho fatto nella mia vita è iniziata da un: no, non ce la farai. Ed io rispondo in modo quasi automatico: staremo a vedere. Nel tempo ho potuto riconoscere che il mix esplosivo di coraggio e paura per me è vitale: quando incontro un ostacolo – dopo una sosta sul divano-mi dico: se mi fa paura vuol dire che devo passare di qua. E così è stato anche con i provvidenziali muffin schifosi: sarei diventata la regina dei fornelli! Ho iniziato a studiare, sperimentare, ho aperto un food blog, lamartinaverde.com, ho lavorato in una vera cucina di un ristorante, che vi posso garantire è la versione nostrana di Full metal jacket. Ho affrontato il divorzio, e sono stata in apnea per mesi. Ricordo che poco prima che il mio matrimonio saltasse in aria, ho sentito con tutto il cuore questo: sono disposta a perdere tutto, tutto quello che ho, ma non me stessa, non l’amore che desidero e che merito. E sono rinata, ricominciando da me e dal mio nome. Per farla breve, perché 1500 caratteri sono pochi: adesso ho un compagno, viviamo insieme, lui e mia figlia stanno costruendo un rapporto solido, ho fatto pace con il mio ex marito, aperto P.IVA, insegno cucina vegan e questo mi permette di incoraggiare e incontrare tante persone alle quale offro anche la mia rivoluzione umana che mi ha portato dall’essere campionessa nell’aprire le buste dei surgelati al sapere creare menù etici e complessi dall’antipasto al dolce.

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