Martina Vacca

Martina Vacca

@martivacca

LA MIA STORIA

Piccola premessa: sono una ragazza con una disabilità motoria. La mia caduta è iniziata 3 anni fa quando, durante il mio percorso universitario, (ho studiato scienze della formazione primaria solo per 3 anni) ho dovuto iniziare il percorso di tirocinio. Il tirocinio del primo anno é andato bene, è anche vero che non mi sono dovuta esporre molto e la mia disabilità non è stata un problema. Il secondo anno sono iniziati i “problemi”: le tutor responsabili del tirocinio hanno iniziato a dirmi che con il mio modo di parlare aggredivo i bambini e che avrei dovuto fare logopedia, anche se non comprendevo ciò che mi era stato detto perché nessun bambino si era spaventato dal mio modo di parlare, inizio un percorso di logopedia per migliorare ciò che loro ritenevano sbagliato. Successivamente a questo episodio ne sono avvenuti altri, tutti con l’intento di allontanarmi. Questi episodi sono i più eclatanti di tutti ma diciamo che il periodo del tirocinio è stato un periodo molto pesante perché mi hanno fatto sentire sbagliata e che non andavo bene in nulla. Il momento in cui mi sono sentita crollare il mondo addosso é stato quando la mia psicologa, dopo aver cercato di capire quale fosse davvero la verità, mi ha detto che avrei dovuto cambiare facoltà perché non avrei potuto far nulla per potermi laureare.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Paradossalmente, il mio ricominciamento è iniziato proprio nel momento in cui mi è stato detto che dovevo abbandonare la facoltà di scienze della formazione primaria. Era il 24 aprile e mi ricordo benissimo le parole della mia psicologa che mi ha detto che dovevo festeggiare perché il giorno dopo era la festa della liberazione ed io mi sarei liberata da quelle persone che mi avevano trattato male. Successivamente il mio ricominciamento è stato caratterizzato da piccoli grandi traguardi e credo che sia ancora in atto: il primo è quello di aver ripassato il test d’ammissione per il cambio di facoltà, successivamente l’aver portato avanti il percorso riuscendo a rimettermi in carreggiata. Uno traguardo tanto significativo è l’aver cercato un lavoro estivo ed essere partita un mese e mezzo lontano da casa. Sono stata presa a lavorare come animatrice presso colonie per bambini. E’ stata un’esperienza importante perchè è stata la prima, dopo la mia caduta, in cui si sono soffermati maggiormente sulle mie capacità e di conseguenza io ho potuto fare lo stesso. Infine sono tornata a casa e ho incominciato a pensare in maniera più aperta, ha vedermi con più fiducia e ha voler inseguire maggiormente i miei sogni. Tutto questo periodo è stato caratterizzato dal fatto che non ho smesso mai di prendermi cura delle mie ferite e delle mie emozioni grazie all’aiuto della mia psicologa e questo mi ha permesso di crescere molto e di amarmi e apprezzarmi di più.

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