Martina Mammi

Martina Mammi

@Mamart

LA MIA STORIA

Tutto inizia 10anni fa. Avevo un lavoro che mi calzava poco e ne cercavo uno più adatto a me, che mi permettesse di essere una donna in carriera, come mi ero sempre immaginata.Avevo sempre avuto predisposizioni artistiche ma ero convinta di coltivarle in età da pensione."Gli artisti si sa, fanno la fame"dicevo. Decido di mettere a frutto la laurea in marketing e di affermarmi sul lavoro.Poi muore mia sorella, all'improvviso.Mi lascia un nipote di 17mesi e una famiglia distrutta di cui occuparmi.La mia vita si ferma.Tutto perde di valore.Soprattutto la carriera.Poco dopo cambio lavoro,stavolta mi calza,mi piace,è quello giusto;mi tiene occupata e mi permette di dimostrare un sorriso che non ho, ma che inseguo.Unisco capacità organizzative e creatività,le mie caratteristiche più spiccate,e soprattutto mi da spazio per la mia famiglia ferita.Due anni dopo decido di avere un figlio;al 5°mese mi lasciano a casa,non si fanno mancare mobbing e infamie.Non importa mi dico, c'è di peggio e io lo so.Farò la mamma Ok, però prima li porto in tribunale!Per 2 anni mi dedico solo agli affetti.Poi provo a cercare un altro figlio. Mi scopro ammalata,di una malattia che fa paura solo nominarla.E no,non posso allargare la famiglia.I medici me lo vietano. La mia vita si ferma.Di nuovo.Ho paura di lasciare mio figlio piccolo così come era successo a mia sorella.Ho paura di morire.Devo curarmi e devo farlo subito.Ho tanto dolore da gestire.Devo ancora elaborare il lutto di pochi anni prima,ora questa.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Piangevo.Avevo paura ma mi sono curata subito.Non ho mai smesso di occuparmi dei miei bambini.Mi figlio e mio nipote mi hanno dato la forza per non abbandonarmi al dolore.In ogni caso sentivo il bisogno di incanalare tutto quanto in qualcosa.Di occupare il tempo che non dedicavo alla famiglia a qualcosa che non fosse l’angoscia.Ho recuperato tutta me stessa, la mia creatività chiusa in un cassetto, che avrei riaperto forse all’età della pensione.Ho ripreso in mano i pennelli, ho gustato di nuovo le mani sporche di colore.Ho cominciato a scrivere.Dovevo incanalare tutto attraverso una qualche forma artistica e nella calligrafia ho sentito un forte richiamo.Ho inziato da autodidatta. Poi in vacanza nell’estate 2015 ho conosciuto una calligrafa professionista e mi sono ancor più appassionata a questo mondo. A settembre finivo le cure e a ottobre andavo a Frosinone a un corso da lei, che inconsapevolmente è stata una parte della mia rinascita. Venuta a casa dopo quel weekend avevo capito che questa era la mia strada.Volevo scrivere sempre. Ho inziato a studiare,sperimentare e lavorare insieme. E da lì non mi sono più fermata. Le cose hanno cominciato a girare di nuovo per il verso giusto. Pian piano stavo sempre meglio e appena ho potuto ho avuto un altro figlio come tanto desideravo. Adesso sono una persona felice, che lavora e che scrive. Ma soprattutto una donna che non metterà mai più da parte la sua creatività che è la cosa che più di tutte l’ha salvata.

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