Marta Pidia

Marta Pidia

@marta.pidia.94

LA MIA STORIA

La situazione familiare da cui provengo assomiglia un pò ad una telenovelas spagnola ma sarò coincisa. Mio padre e mia madre sono morti quando avevo, rispettivamente, undici e quindici anni, e sono stati i primi di una lunga serie di lutti. Dopo la loro scomparsa, il fratello più giovane di mia madre ha preso la tutela della nuova famiglia composta da tre adolescenti confusi dalle sfide della vita: me, fratello minore e sorella maggiore, pressochè coetanei. La situazione è presto caduta nell'anarchia più totale, poichè nessuno dei tre vedeva l'autorità dello zio e, anche se presente, non era intenziononato a considerarla. Quando avevo diciotto anni, non contenta della piega che stava prendendo la situazione, ho esortato mio zio a cambiare domicilio e affidare a me la gestione familiare. Da quel momento sono iniziati gli anni del disastro: ho abbandonato il mio sogno di studiare design per iscrivermi alla facoltà di architettura, frequentandola con grande disinteresse, ho venduto la nostra casa d'infanzia pensando di migliorare la situazione ma ho creato un lungo vagabondaggio, sono stata totalmente sommersa di responsabilità di cui non conoscevo l'esistenza, ho intrapreso rapporti e relazioni con dubbi personaggi, mi sono largamente fatta odiare dai miei fratelli per le insensate decisioni prese. Avevo l'impressione di essere un fallimento e star prendendo solo decisioni sbagliate, ed ogni passo che facevo sembrava peggiorare la situazione.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Un giorno, quando avevo circa vent’anni, durante una brutta sbronza, diedi un pugno in discoteca ad un ragazzo che frequentavo. La mattina dopo è stato come risvegliarmi da un brutto sogno. Avevo fatto colazione cercando una psicoterapeuta su google: quel pugno è stato il click che mi è servito a darmi la possibilità di rinascere. Avevo deciso che ciò che avevo dentro aveva bisogno di uscire perchè stavo sotterrando me stessa con i quintali di merda che avevo sintetizzato da ciò che la vita mi aveva messo davanti. Grazie alla terapia ho cambiato il mio modo di vedere il mondo. Ho sciolto tutte le situazioni complicate che mi ero creata, ho lasciato architettura per iscrivermi alla scuola di design dei miei sogni, sono riuscita a lasciare ai miei fratelli la possibilità di assumersi le proprie responsabilità, che prima sentivo mie, e a ricostruire con loro un rapporto sano e adulto. Ora ho venticique anni, seguo corsi di gruppo di consapevolezza e crescita personale, mi piace conoscere i miei limiti e le mie paure per affrontarli, con l’obiettivo di donare a me stessa la possibilità di vivere una vita libera dai condizionamenti. Le situazioni di contrasto sono diventate sfide che mi danno la possibilità di crescere ancora, e me le godo perchè fanno parte dell viaggio. Continuo ad evolvermi ed il mio mood è diventato “cambia te stessa e cambierà ogni cosa, qualsiasi momento è buono per farlo”, ed allo stesso tempo “abbi il coraggio di essere chi sei”.

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