Marta Cotza

Marta Cotza

@marta.cotza

LA MIA STORIA

Sono Marta, ho 30 anni, sono Sarda ma vivo a Milano da 8 anni. Sono sposata e ho un bimbo di due anni. Sono la prima di sei figli e ho iniziato a lavorare prestissimo, a 18 anni, facendo tutti i lavori possibili e immaginabili. Ad un certo punto ho scelto di andare via della Sardegna per trovare una strada lavorativa che non prevedesse di fare 4 lavori assieme per arrivare a 1000€ al mese. Arrivata a Milano ho intrapreso la strada della comunicazione lavorando nelle agenzie, ho iniziato lavorando come centralinistra nella classica agenzia di comunicazione di Miranda del Diavolo veste Prada, quelle agenzie in cui è vietato non rispondere entro al secondo squillo de telefono e devi sempre solo dare del lei a tutti. Ho faticato tanto, è un mondo molto spietato, ma sono cresciuta tanto (lavorativamente parlando) e ho cambiato diverse agenzie a Milano. Nel 2017 sono rimasta incinta, ho lavorato fino all’ ottavo mese, come un treno come sempre perchè stavo benissimo. Un mese prima del parto ho iniziato la maternità ma quello che doveva rivelarsi il periodo più bello della mia vita non lo è stato: oltre a vivere questa novità (l’arrivo di un bimbo) bella ma stancante l’azienda per la quale lavoravo ha iniziato a non pagarmi ed è fallita poco dopo. Mi sono trovata quindi con un bambino, tante spese, senza un lavoro e senza uno stipendio.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Ho iniziato a seguire tantissimi corsi, aggiornarmi sempre su quello che succedeva nel mio ambiente lavorativo. Mi sono formata tantissimo, studiavo con il piccolo in fascia oppure la notte. A marzo ho aperto partita Iva e ho iniziato a promuovermi, ho iniziato fatturando 500 miseri euro (tasse incluse) e oggi, sei mesi dopo, fatturo la media di 4000 euro al mese (che per molti saranno pochissimi per me è invece una conquista bellissima). I clienti sono entusiasti, collaboro con web agency italiane e estere e il lavoro aumenta sempre più. Non ho mai mollato, ci ho sempre creduto, ho studiato, non mi sono arresa allo stereotipo di madre che la società ci vuole imporre e, in un periodo non facile come quello che stiamo vivendo, ho raggiunto dei buonissimi obiettivi. In tutto ció ho iniziato un percorso per lanciare la mia startup (startup mia e della mia socia, della quale posso parlare poco perchè andremo a marzo davanti agli investitori) dedicata a donne e madri soprattutto. A marzo 2021, dopo solo un anno dall’apertura della mia Piva e dai miei miseri 500€ al primo mese, dovrei quindi avere un fatturato decisamente aumentato e una startup in lancio. Forse è una storia comune, come tante altre, ma io so quanto è stata dura e quanto spesso è facile mollare, delle volte ci ho pensato anche io, ma non ho mollato e posso dirmi soddisfatta!

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