maria chianese

maria chianese

@pimpulupampulu

LA MIA STORIA

Fin da piccola, contrariamente a quanto si aspettava la mia tradizionalissima famiglia meridionale (mio papà aveva 11 fratelli, praticamente una tribù!), piuttosto che sperare in un marito, tanti splendidi frugoletti ed una cucina enorme nella quale sfornare ogni tipo di ben di dio, io, sebbene l'idea della cucina mi solleticasse ed ancora oggi le rendo merito -vedi la mia corporatura non proprio filiforme- anelavo invece ad un lavoro che mi permettesse di essere libera ed indipendente e di cambiare città. E non perchè non amassi famiglia o luogo d'origine (avete mai visitato Napoli? come si fa a non amarla?!) ma perchè sentivo fortissima l'urgenza di affrontare la vita tutta da sola, con regole e tempi tutti miei. Ovviamente questo mia madre che non me lo ha mai perdonato e questo ha contribuito alla mia obesità storica, ma avevo l'appoggio e la stima incondizionata di mio padre. Dunque, una settimana dopo la laurea ero nella mia Y10 verde, carica come un mulo, che partivo alla volta del mio primo lavoro precario. E da allora ho onorato ogni forma di precariato per beh 10 anni senza mai un giorno di disoccupazione, trovando sempre il modo di crescere. Tutto d'un tratto però, a fine 2012 mi trovo senza più un lavoro (avere presente la crisi partita dalle banche?) e con mio padre, il mio faro da sempre, ammalato di un brutto cancro. Da lì 3 anni di nero assoluto, colloqui su colloqui senza mai un esito positivo e mio papà di mese in mese sempre peggio.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Non ho mai rinunciato però ai miei obiettivi. Nei periodi bui in cui non sapevo neanche come pagare l’affitto mi sono rivolta perfino alla caritas e ad altre associazioni, ma per loro non ero abbastanza povera perchè avevo ancora grossi debiti (ma dai?!). Ho passato quasi un anno a Londra a fare ogni genere di lavoretto e a contare ogni spicciolo per ritrovare la fiducia in me stessa che non mi rassegnavo di aver perso. Anche quando tutto è diventato irrimediabilmente buio, mio papà è mancato e tutta la mia enorme famiglia si è rivoltata contro il mio non essere presente al 100% perchè nel frattempo, mentre tutto finiva, non mi sono chiusa in casa a piangere ma ho continuato nella ricerca della mia strada e della mia indipendenza. Anche quando sono stata rinnegata anche dal mio migliore amico per il quale nel frattempo mi ero presa una cotta e che ha deciso di mettersi con la mia nemica più acerrima. Non ho mollato mai un secondo. CV su CV inviati, una psicologa ad aiutarmi, mille strade studiate e percorse (tra le quali il progetto mai abbandonato di aprire un home restaurant) e finalmente è arrivato LUI, il contratto a tempo indeterminato, accompagnato da uno stipendio finalmente DEGNO. Ah , e nel frattempo ho perso anche 40 kg grazie ad un intervento di chirurgia bariatrica che ho affrontato totalmente SOLA. E continuo a sorridere, sempre, perchè ricominciarsi si può, qualunque sia la situazione assurda che si vive. io lo so bene.

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