Maria Beatrice Benvenuti

Maria Beatrice Benvenuti

@mariabeatricebenvenuti

LA MIA STORIA

Al culmine della mia carriera sportiva (appena rientrata dalle Olimpiadi di Rio 2016), esattamente l'11 Dicembre 2016 sono stata placcata volontariamente alle spalle da un giocatore (1.80m x 120kg) mentre arbitravo un incontro di Serie A maschile di rugby. Per rendere meglio l'idea dell'accaduto, potete trovare il video su YouTube perché ha fatto il giro del mondo... A seguito del colpo io ho subito un trauma cranico, ma resami conto della volontarietà del gesto subito mi sono rialzata ed ho portato avanti gli ultimi 15 minuti della partita. Ricoperta da ematomi, dolori lancinanti, nausea e con i postumi del trauma cranico ho preso un treno da Padova per tornare a casa a Roma. Da lì, sono iniziate le corse al proto soccorso e i mille controlli medici che mi hanno portato ad una prognosi di più di 40 gg, prolusioni discali e collare cervicale.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Fin dal primo istante, non ho mai smesso di ripetere a me stessa che io sarei rientrata in campo il prima possibile. Io dovevo ricominciare per me stessa e soprattutto per dimostrare che non sarebbe stato un gesto così violento e vigliacco a fermare i sogni e la passione di una 23enne. Dopo le mille sedute di riabilitazione e fisioterapia, la parte più dura da superare è stata quella psicologica al momento del rientro in campo quando la paura di esser travolta nuovamente mi faceva letteralmente immobilizzare. Il rugby per me è stata una scuola di vita anche in questo momento così buio in cui ho scoperto il vero valore della resilienza. L’importante è focalizzarsi non tanto su quante volte si è caduti, ma piuttosto su quante volte ci si è rialzati. Ho iniziato a soli 16 anni in un mondo prevalentemente maschile e talvolta maschilista, in cui spesso dai fastidio perché semplicemente donna. Così io ho deciso di scendere nuovamente in campo e dimostrare che esser donna è un valore aggiunto e non qualcosa di cui vergognarsi, ma di cui andar fiere! Ho dunque ripreso ad arbitrare sia a livello nazionale che internazionale e sto portando avanti la mia lotta perché episodi di violenza sulle donne non debbano essere dei tabù, ma bensì qualcosa di cui parlare perché non accadano più!

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