Margherita Tercon

Margherita Tercon

@margherita.tercon

LA MIA STORIA

Uscita dal liceo con ottimi voti mi hanno subito presa in un'accademia di scrittura teatrale, numero chiuso. Sono andata a vivere da sola, ho iniziato a lavorare nei teatri e come autrice TV. Gli altri autori erano uomini. Mi chiedevano: "Ma chi ti scrive i testi? A chi l'hai data per essere qui?" A nessuno. Come se il solo talento non bastasse. Ho rifiutato inviti in barca e week-end romantici, perché volevo farcela con le mie sole forze. Una sera, dopo uno spettacolo, mi hanno messo le mani addosso. Schifo. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso -delle mie insicurezze. Soffrivo già di disturbi alimentari e da lì tutto è peggiorato. Ho preso 20 chili in un mese e sono scappata. Ho mollato anni di lavoro e sono andata a vivere da sola a Parigi. Ho fatto la cameriera, mi sono nascosta per non farmi vedere, per smettere di sentirmi dire: "Ma come sei grassa!". Stavo male. E poi, un giorno, mentre il mio capo diceva ai clienti: "Guardatela, voleva fare l'attrice e fa la cameriera!" (come se fosse degradante), mi sono iscritta all'università. Filosofia alla Sorbonne. 10 anni di disturbi alimentari avevano minato la mia autostima e le mie relazioni. Era il 2015 e mi sono trovata in mezzo a un attacco di panico a Parigi dopo gli attacchi terroristici. Sono stata travolta dalla folla e dalla paura. Mi sono ritrovata in un sotterraneo con degli sconosciuti e lì, dopo aver provato davvero il terrore della morte, mi sono detta che qualcosa doveva cambiare.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Sono andata dallo psicologo e mi sono trasferita in Irlanda. Lì mi sono laureata. Per l’ennesima volta avevo lasciato le mie amicizie, i miei affetti, la mia città. Era il momento di camminare a testa alta. Ho iniziato a fare dei video sul web, dei video in cui raccontavo i miei valori, la mia voglia di rinascita. Sono guarita dai disturbi alimentari e ho scoperto la vita. Mio fratello maggiore, autistico, mi mandò una mail chiedendomi: “Margherita, mi aiuterai nonostante tutti mi dicano che per me le possibilità sono limitate?”. E io dissi di sì. Sì, ora ero pronta ad aiutare me stessa e qualcun altro. Iniziai a fare dei video insieme a lui, a farlo raccontare, a scoprire l’autismo. Mio fratello, quello silenzioso, aveva un mondo dentro, un universo. E ho iniziato a viaggiare in questo universo, trovando in lui quella passione che io avevo dimenticato. Aiutarlo ha aiutato anche me. Ho ritirato fuori le mie capacità nella scrittura, ho iniziato a scrivere brani lirici e sketch teatrali. I nostri video hanno iniziato a rendere felici centinaia di altre persone, tante famiglie e individui come Dami che, per anni, sono rimasti soli, inascoltati. Abbiamo scritto un libro. Nel frattempo avevo trovato un lavoro a tempo indeterminato in un’azienda di Milano, facevo formazioni su caldaie e scaldabagni. Ho lasciato tutto, ogni sicurezza e oggi, insieme a lui e a un team, scriviamo libri, fumetti, e facciamo video sul web. Oggi siamo felici.

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