Margherita Satta

Margherita Satta

@margherita.satta92

LA MIA STORIA

Mi chiamo Margherita, ho 28 anni, mamma di due bambini. Sin da bambina vivo controcorrente, sogno ad occhi aperti. Tra le medie e le superiori questo lato si fa sentire molto e viene costantemente giudicato da mia nonna materna con cui convivo insieme dalla nascita. Si aggiungono episodi di bullismo. Inizio a vomitare tutto quello che mangio e gli attacchi di panico si moltiplicano. Miro alla perfezione, all'essere quello che la società vuole pur di non subire più nulla di simile. Per anni dunque sono impeccabile, voti altissimi, puntuale, organizzata. La mia mania di perfezione viene spazzata via il primo mese del primo anno di università della facoltà di comunicazione. Resto incinta a 19 anni. La vita si capovolge, tutti i piani al vento. Nonostante l'atmosfera pesante a casa, decido di continuare l'Università. Professori che ti guardano come una sciagurata, compagni di corso che bisbigliano "ecco la putt* di turno, che fregatura!", risatine, battute. Mi guadagno qualcosa disegnando caricature per papiri di laurea. Vado avanti, partorisco, continuo a studiare la notte, inizio a lavorare in un catering per poterci permettere una casa nostra. Il mio ragazzo lavora per mesi fuori Italia. Sono sola, stanca, a volte mi ritrovo a lavorare (illegalmente] anche 22 ore ore di seguito sollevando carichi pesanti, mangiando avanzi dai piatti perché "se ti fermi ti cazziano". 3 anni di agonia ma riesco a laurearmi. Cerco lavoro per costruirmi la mia vita..tutto inutile.

COME MI SONO RICOMINCIATA

“Anche se hai un bambino sei ancora fertile” questa una delle frasi più brutte dei 36 colloqui di lavoro, declinati tutti per lo stesso motivo: essere mamma. Decido quindi di reagire e mi propongo per quello che attualmente so fare: disegno caricature e sono truccabimbi alle feste, organizzo eventi a collaborazione, gestisco gruppi di hostess. Arrivano le piccole, grandi soddisfazioni che mi fanno credere di non essere poi da buttare. Voglio riprendermi quello che mi spetta dopo tanti sacrifici. Tutto poi si concentra in una proposta lavorativa part time della quale faccio ancora parte per questioni della famosa “sicurezza per la famiglia”. Nel frattempo non riesco a sentirmi “me stessa”, soffoco, mi sembra quasi di aver buttato anni di studio e ambizioni per avere nulla. Arriva il 2019 e con esso il matrimonio e un viaggio in Messico che mi apre gli occhi verso una vita diversa, a colori!!! Prendo ispirazione da questa esperienza per riuscire ad esprimermi. Arriva il lockdown, per molti struggente, per me il trampolino di lancio verso la definizione di quel che sono: sono Margherita Satta, sono un’illustratrice e storyteller, sono una mamma di due bambini e sono perfettamente non convenzionale. Non sono mai stata meglio, mi sono lanciata verso qualcosa che tanti criticavano.. Cercavo esclusivamente la sicurezza e invece ho fatto spazio a denti stretti anche a quello che amo fare e che infine, è diventato il mio lavoro, il mio essere Margherita a 360°. Sono io, finalmente!

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