Marcella Loporchio

Marcella Loporchio

@loporchiomarcella

LA MIA STORIA

Tutto inizia il 23 marzo 1968 a Salerno dove sono nata, certo di una banalità come inizio visto che tutti nasciamo ma da qui inizia il gioco delle sottrazioni nella mia vita. Nasco in una famiglia con mamma e babbo, sì perchè mio padre lo chiamavo così e questo status rimane fino ai 12 anni ma nel frattempo mi sento 1. Perchè dall'età di 2 anni ci trasferiamo a Napoli e da lì la presenza di zie, amici è stata la costante. Mamma presa a cercare di capire come fare la madre quando non sei mai stata figlia (ha sempre vissuto in collegio e la casa l'ha sempre vista come la distruttrice), babbo preso dal lavoro e poi dai medici, ospedali e infine la dialisi che lo ha portato a morire a 42 anni tra le mie mani. Nel mezzo una violenza fisica avuta da un nonno considerato il migliore amico che quando ho avuto la forza di confessarlo...non mi ha creduto nessuno e mi sono trovata dall'altra parte del balcone pronta a spiccare il volo ed invece, come sempre nella mia vita qualcuno mi ha aiutato. Durante il funerale di mio padre, mentre piangevo disperata dal balcone guardando la bara, un’amica di scuola mi ha detto le parole più belle del mondo e mi ha fatto sentire viva e amata. Quando la suora d’inglese agli esami di terza media ha tirato fuori la sua “umanità” dicendo che sarei stata una fallita e una disadattata, ho risposto tra le lacrime supportata da mia madre e tanti altri genitori vicini e quando stavo per spiccare il volo…all’improvviso mi sono trovata seduta sulla poltrona.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Sono ricominciata da un colpo al cuore di quelli dilanianti, che ti segnano a vita e dai quali ti sembra di non uscire più. Perchè ho avuto tanti “amici”, anche più di uno in contemporanea, alla ricerca affannosa di affetto come molte, per cercare di coprire quei segni indelebili che solo l’amore ti lascia. Sì perchè a 14 anni credevo di aver trovato l’uomo della mia vita, ma mi chiede di sposarlo e mi pianta senza neanche una lettera (allora i cellulari con gli sms non esistevano), lacrime e disperazione compensate da nutella e palestra che mi portano poi al vero grande amore a 21 anni. Follia, gioia, rabbia, voglia di riscatto e di mettere alla prova portano alla fine dell’idillio con scene da film da parte mia. Avete presente quando uno si butta ai piedi dell’altro mentre cammina e pulisce a terra? Bene, posso dire di averlo fatto, insieme a piangere ininterrottamente per 15 giorni, non lavarmi o mangiare etc. Ma da qui sono risorta, alzandomi dal letto a gattoni e andando sotto la doccia a cercare di sciogliere i nodi dei miei capelli lunghi e ricci e da una festa a sorpresa per la mia laurea, che non avevo mai festeggiato, fatta dagli amici con la musica di sottofondo dei Beatles “all you need is love”. E poi sono ricominciata sempre partendo da qui, da me e dalla voglia di ridere, condividere e mettere insieme senza riserve, superando duri colpi personali e professionali ma mai mollando il mio essere unicamente io. E ne sono felice!

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