Lucrezia Sarnari

Lucrezia Sarnari

@ceraunavodka

LA MIA STORIA

Sono diventata mamma e io lo so che è una cosa bella, ma per me non lo era. Non avevo soldi, né una storia che si potesse definire tale, né una professione e mi sentivo come se mi avessero schiacciato in una pressa e tolto l'ossigeno. Per me, una mamma era la persona che sfornava torte e puliva i fornelli, ma io no e non sapevo cosa fare. Mi sentivo sbagliata, fuori luogo, per non aver provato nulla, nessun imprinting, nessuna farfalla quando ho abbracciato per la prima volta mio figlio volevo essere ancora me ma vedevo solo sguardi giudicanti. Io che non avevo mai pensato ad un figlio, che ero e sono ancora una figlia irrisolta, ora avevo una responsabilità, ma io volevo la mia vita di prima, com'era, e non potevo dirlo a nessuno.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Poi ho iniziato a scrivere in un blog come mi sentivo, che ero troppo imperfetta e troppo egoista e troppo desiderosa di vita per riuscire a soddisfare il comune senso di perfezione col quale solitamente si pensa ad una mamma. Ho scritto che ero una madre di merda perché appena ho abbracciato mio figlio non ho provato nulla e che non volevo perdermi l’essere donna, amante, professionista. Che volevo ancora lavorare e sentirmi viva e che questa cosa mi faceva sentire sbagliata perché le mamme non fanno questo. Pian piano, altre donne, tante, hanno iniziato a scrivermi, raccontarmi, aprirsi, e io con loro ho iniziato a sentirmi meno sbagliata, meno fuori posto. E ancora mi sento in colpa, ancora faccio a cazzotti con tutto questo, ma so che se qualcuno ha trovato un po’ di conforto in quel che ho scritto qualcosa di buono l’ho fatto. La verità è che sono una donna imperfetta, che i miei difetti di madre non sono altro che i miei difetti di donna in versione maternità. Che se sono insicura e mi sento spesso inadeguata come madre è perché sono una donna insicura che spesso si sente inadeguata. Che ero incompleta prima di diventare madre e no, la maternità non ha miracolosamente colmato tutto quello che c’era da colmare. E nemmeno mi ha dato le risposte che andavo cercando. L’ho scritto e questa cosa ha aiutato me e anche altre donne e io sono tornata a respirare. Poi mi hanno pure chiesto di scrivere un libro, un romanzo, ed è stato bellissimo.

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