Lisa Maino

Lisa Maino

@lisamaino88

LA MIA STORIA

L'ansia è una brutta bestia. Mi ha trasformato da ragazza con la grinta e la voglia di lavorare, di mettersi in gioco, in una donna che oltre a non dormire e non mangiare si chiedeva di continuo se valevo qualcosa o se stavo sbagliando. Catapultata nel mondo del lavoro, mi sono ritrovata nella classica situazione di un titolare dispotico, che comunicava urlando e insultando. Con un contratto di apprendistato, ma caricata di compiti e mansioni pari ad un'impiegata di 5 livello. Gli insulti crescevano, le urla sempre di più e io sono caduta in uno stato di ansia perenne: vivevo con l'ansia, avevo perso di vista il mio fidanzato, la mia famiglia i loro bisogni e soprattutto i miei. Ad un certo punto ho iniziato ad avere una febbre perenne; tre linee di febbre costanti che dopo svariati esami sono risultate dovute alla mia ansia. La mia famiglia mi diceva frasi come: "Stai tranquilla!" oppure "Pensa alle cose belle!" o "Non pensare al lavoro!". Certo, fosse facile! Io non ci avevo proprio mai provato prima! Dentro di me mi chiedevo se il lavoro era tutto qui, se era così sbagliato volere di più dalla vita. Vedevo le persone attorno a me che se ne fregavano e vivevano tranquilli..perché io non ci riuscivo? Perché io non potevo accontentarmi come facevano tutti, parlar male del capo, mandarlo a quel paese dentro di me e vivere la mia vita come sempre? Perché io dovevo sentirmi inferiore davanti a suoi insulti, alle sue urla, alle sue scenate?

COME MI SONO RICOMINCIATA

A dire il vero non ho mai trovato risposta a queste mie domande. Ho iniziato a seguire un percorso di psicoterapia e mi ha aiutato molto. Ma quelle domande rimanevano sempre senza risposta. Ad un certo punto rimango incinta e oltre la felicità per il bambino penso con gioia di potermi prendere una pausa dal lavoro. Metto in stand by il cervello. Il bimbo nasce e mi rendo conto che a me il lavoro piace, adoro lavorare! Trovo la pubblicità di un franchising che si occupa di insegnare inglese ai bambini e ai ragazzi. Entusiasta del progetto mi butto a capofitto a fare il business plan e quant’altro e mi rendo conto che lavorare è stupendo! Decido di mollare tutto, la sicurezza del mio lavoro e di uno stipendio per provare a realizzare me e i miei sogni. E la vita è cambiata! La grinta è tornata, la febbre sparita e il lunedì non è più un giorno orrendo. Lavoro sempre e tanto, la mia attività e piccolina e in crescita ma io sono felice. Ho combattuto con la mia famiglia, con la mia piccola realtà cittadina per spiegare che volersi mettere in proprio quando hai un lavoro a tempo indeterminato non è catastrofico, ma una rinascita. Ora sono incinta, e non penso di mettermi in stand by..anzi! Non importa ciò che facciamo per renderci felici, vorrei solo trasmettere il messaggio che si può essere felici..a volte basta uscire da uno stereotipo che ci siamo create!

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