Laura Comiotto

Laura Comiotto

@lcomiotto

LA MIA STORIA

A 14 anni fai il primo passo verso il tuo futuro, intorno a febbraio ti viene chiesto di scegliere la scuola superiore. Ad aiutarti ci sono gli insegnati che in base ai tuoi rendimenti ti indirizzano verso la strada che loro pensano sia per te la più giusta; poi ci sono i genitori che ti conoscono da quando sei nata e, almeno i miei, cercavano di farmi ragionare concretamente. Una parente, più o meno visionaria ti vede già ricurva su versioni di latino perché da piccola hai sempre parlato tanto. Questa è la storia di quella volta che mio padre mi disse con l’arte non si mangia, e del viaggio per mio riscatto. Le eroine di cui ho letto nei libri, alla mia età attuale erano affermate, riconosciute o menzionate sulle riviste. Il loro percorso di vita gli era stato chiaro fin da subito, ma il mio no, è sempre stato latente nei miei sogni diurni ed è solo da qualche anno che spinge con forza per uscire. Le statistiche mi dicono che sono dalla parte sbagliata dei 30, ma non per questo smetto di inseguire la mia visione. Ho un compagno, un lavoro onesto, un bell’appartamento ed un divano ancora troppo nuovo per avere un gatto. Ho una parete ricolma di libri, in alcuni ci sono dei segnalini delle citazioni che mi ispirano, altri non hanno ancora impresse le mie impronte digitali e per questo da poco mi sono imposta una regola, non si compra un nuovo libro fino a quando almeno 3 esistenti non stati finiti. Altre regole non ne ho se non che lui fa la lavastoviglie ed io le lavatrici.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Voglio parlarvi di me e del mio sogno perché da piccola amavo disegnare, raccontare storie a spettatori umani o di pezza e immaginarmi in luoghi completamente diversi da quelli dove mi trovavo. La mia risposta si è rivelata nell’arte. Vite racchiuse in enormi tele, piccoli ritratti nei quali perdermi cercando verità diverse dalla mia e paesaggi che ancora non ho visitato. Ho capito che volevo saperne di più e così mi sono iscritta ad un diploma sperimentale in un liceo serale. Ho passato i successivi 4 anni sui libri. Lì ho conosciuto 2 mentori, 2 persone che mi hanno consegnato le chiavi per aprire la porta verso il mio futuro. Grazie a loro ed al mio sacrificio ho raggiunto il diploma nell’estate del 2017, ed ora nel mio curriculum sopra la qualifica di perito meccanico troneggia il diploma in arti figurative. La strada è solo all’inizio, perché ora dopo una lunga riflessione e non poche spinte mi sono iscritta al corso in conservazione dei beni culturali all’università Ca’ Foscari di Venezia. Nel frattempo però, non so stare ferma. Voglio divulgare e condividere ciò che per me è la bellezza, il bello che ho negli occhi. Voglio condividere l’arte in modo originale, sincero ed estroverso. Il bello passa attraverso il linguaggio, appropriato ma non incomprensibile; attraverso le immagini chiare ma mai banali ed attraverso l’esperienza. Ho una visione di condivisione e divulgazione. Fatti sono foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.

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