Ilaria carluccio

Ilaria carluccio

@quelladelnuoto

LA MIA STORIA

Non mi risparmiavo mai, cercavo di fare sempre del mio meglio aumentando sempre di più il mio sapere e la mia formazione. Avevo fame di imparare. Voi direte: “dov’è la difficoltà?” Che la passione a volte ti fotte e ti fa accettare di percepire per anni esattamente una miseria e, a volte essere anche svilita o ostacolata dal capo di turno, pur di non smettere di fare ciò che fai e che questo “lavoro/non lavoro” è una vera e propria dipendenza. La mia era DiPENDENZA da CLORO! Sono caduta molte volte ma sono stata così forte da alzarmi sempre e quella più scivolosa ha avuto una durata circa due anni nei quali mi sono sentita davvero persa.

COME MI SONO RICOMINCIATA

HO CREDUTO in ME. Ho fatto del mio sapere il mio lavoro anche se è ancora “L’EMBRiONE di un’i.DEA”. Nel momento in cui non ho avuto nessuna certezza data dal lavoro, questa situazione mi ha messa in una condizione che non percepivo negativa in se, bensì mi ha dato l’occasione di guardarmi attorno. Secondo me è un talento anche non essere capace di fare una sola cosa, essere flessibili, eclettici, capace di reinventarsi, adattarsi e trovare soluzioni innovative. La flessibilità è anche una forma di intelligenza, è come essere un fluido. non è negativo non essere quadrati, se vuoi è anche una forma di libertà. Dobbiamo farlo per noi stessi, anche se non sempre coincide con “l’andare sul sicuro”, soprattutto anche se non è quello che famiglia, compagni, amici, società si aspettano da noi. Per me, la vera fortuna non è essere degli specialisti, sapere “cosa sei”, ma essere appassionati a ciò che si fa e felici: amare ciò che siamo e crederci sempre!

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