Giovanna Di Flaviano

Giovanna Di Flaviano

@giodifla

LA MIA STORIA

Nel 2012, a 43 anni (senza dimostrarli) dopo che mia figlia, ormai maggiorenne, aveva deciso di andare a vivere da sola a Milano e iscriversi in Bocconi, diciamo che ho avvertito la solitudine, il peso dei tanti sacrifici fatti per crescerla (sono mamma single e arrivo dall'Abruzzo) e per lavorare come video Editor in una emissione TV (su turni che sono un'intralcio ad una normale vita sociale). Quindi durante un ennesimo viaggio per il sole fuori stagione in Tunisia, ho incontrato un ragazzo di 20 anni piu giovane di me che avendo la furbizia di incontrarmi nel momento di debolezza è riuscito a far breccia nelle mie difese e a farsi sposare. Così mi sono sposata a Djerba nel settembre 2013, non follemente innamorata, ma per fare un investimento per il futuro, per non rimanere sola. Purtroppo già da alcuni giorni dopo il matrimonio "mio marito" ha cominciato a cambiare, rivelandosi davvero per quello che è, una persona interessata ai soldi e ad essere mantenuto in italia. Non era innamorato di me, non facevano sesso, avevo solo gli oneri di pagargli la scuola di parrucchiere e le sigarette quotidianamente. Quindi a neanche un anno dal matrimonio mi hanno diagnosticato un tumore raro alla gamba un liposarcoma. Ci sta tutta perchè tante volte ho pensato di voler morire, annullarmi, visto che non riuscivo a cambiare quella situazione in cui avevo un nemico che mi assediava casa.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Mi sono accorta che tenevo veramente alla mia vita quando mio marito mi si è messo a urlare minacciandomi a un centimetro dalla faccia e io non potevo ancora camminare bene, e non avrei potuto scappare nel caso mi avesse aggredito fisicamente con maggiore violenza. Ho contattato un’associazione per la violenza sulle donne, e conoscendo bene il mondo arabo mi hanno consigliato come reagire e liberarmi da questo legame malato. Sono andata in commissariato a Milano per denunciare i maltrattamenti di mio marito e chiedere l’allontanamento da casa ma mi hanno riso in faccia prendendomi una denuncia all’acqua di rose. Non mi sono data per vinta, ho cambiato le chiavi di casa e l’ho lasciato fuori. Erano mesi che gli dicevo di trovarsi un’altra sistemazione, visto che il nostro rapporto era finito e io volevo il divorzio. E’arrivato in casa con i carabinieri, ed un amico arabo che mi inveiva di parolacce per riavere le sue cose, che gli ho lasciato sul pianerottolo di fretta pur di non farlo rientrare. Ma purtroppo ho scordato di metter dentro i borsoni i documenti del permesso di soggiorno e lui mi ha denunciato per maltrattamenti quindi sono dovuta andare in caserma con un legale per raccontare la mia versione dei fatti. Alla fine del resoconto il comandante mi ha detto “signora, pensi alla salute”. Da novembre 2013 ho aperto la pagina l’Armonia della salute in cui parlo del percorso dalla malattia alla guarigione, attraverso terapie naturali e autoanalisi.

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