Elisabetta Trevisan

Elisabetta Trevisan

@betty_trevi

LA MIA STORIA

Sono nata il 14 novembre 1979. Scorpione ascendente scorpione! La convivenza col mio carattere istintivo e diffidente mi ha causato problemi sin dall’adolescenza: gelosia da far sembrare Otello un dilettante, spiccata tendenza a mentire, pessimismo cosmico, amicizie con pretese di esclusività, aspettative personali e sociali di altissimo livello e sportività sessuale da ginnasta professionista. Non potendo divorziare da me stessa, ma essendo consapevole di non poter andare avanti in quel modo, ho imboccato la strada della psicoterapia, vivendo di rendita per un paio di anni. Con la maternità della mia psicologa, ho deciso che anche il mio viaggio dentro me stessa era finito, ignorando che, al contrario, stavo iniziando quello verso il mio punto di non ritorno. Pur continuando a non stare bene con me stessa, sono riuscita a conquistare quello che poi è diventato mio marito, farci un figlio e farmi addirittura sposare, nonostante lui avesse già un matrimonio fallito alle spalle e una certa reticenza a tornare su quell'argomento. Credo sia già in odore di santità; non per niente, è nato il primo novembre! La discesa verso il baratro è stata accelerata da un lavoro full time in un ambiente velenoso, una routine frenetica e l’impossibilità di coltivare le mie passioni come balsamo per la mia anima inquieta. E’ stato così che il 9 ottobre 2018, un controllo medico di routine ha segnato il confine tra il mio prima e il mio dopo. La diagnosi: cancro al seno.

COME MI SONO RICOMINCIATA

La malattia ha aperto una voragine davanti a me. Fino a prima della diagnosi avevo maledetto la mia vita insoddisfacente, ma un attimo dopo mi ci stavo aggrappando mani e piedi. Dopo la mastectomia al seno sinistro ho vissuto un periodo sereno, riposando, leggendo, facendo puzzle, guardando film ed essendo davvero una madre per mio figlio, forse per la prima volta dalla sua nascita. Avere tempo a disposizione mi ha permesso di nutrirmi di cibo per la mente e per il cuore. Tuttavia, la notizia di dovermi sottoporre a 4 cicli di chemio mi ha fatto sprofondare in una depressione nerissima, che mi ha tolto la lucidità necessaria ad affrontare la scalata che mi aspettava. Santa Paroxetina è intervenuta in mio aiuto, facendomi concentrare sul mio obiettivo. Allo specchio ho visto una nuova me, calva come un neonato: ho capito che dovevo rinascere e riprendere le redini della mia vita. Insieme ai capelli ho perso anche la mia scorza, facendo emergere in superficie la linfa che avevo intuito scorrermi dentro, ma che era sepolta sotto strati di dura corteccia. I capelli a poco a poco hanno ricominciato a crescere, anche se grigi e mossi anziché castani e lisci, come quelli della vecchia me. Questo cambio di immagine e i riscontri positivi che mi sono arrivati dall’esterno, mi hanno spinta a proseguire in questa mia catarsi interiore ed esteriore, per continuare ad avvicinarmi alla versione migliore di me. La strada è lunga, ma la direzione giusta. Il mondo è di chi spinge.

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