Eleonora Papini

Eleonora Papini

@papini.eleonora

LA MIA STORIA

Vorrei interpretare il concetto di caduta come "cadere in trappola", "restare intrappolati". Due volte mi sono sentita in trappola: la prima - da adolescente - nella realtà di provincia, la seconda -da adulta- in un lavoro annientante. Non so se il concetto di trappola sia paragonabile con una caduta !SBAM!, ma per me ha lo stesso significato. E spero che condividere la mia storia possa aiutare le tante ragazze che stanno provando quello che ho provato io. Provo a raccontarmi. Mi chiamo Eleonora e, come anticipavo, sono cresciuta in una realtà borghese di città di provincia, dove tutti sono benestanti e i problemi non esistono. Dove esiste solo avere una macchina bella e la casa in centro. Dove nessuno lotta per quello che crede perché tanto tutto gli è dovuto. Dove l’apparenza conta più di qualsiasi altra cosa e dove - per essere in linea con le aspettative dei "grandi” - dovevi andare a studiare giurisprudenza o economia per intenderci… Poi, forti attacchi di panico mi hanno fatto capire che qualcosa nella mia vita non andava. Allora ho deciso di rompere le regole: dopo scelto come facoltà universitaria graphic design e comunicazione mi sono trasferita a Londra dove ho lavorato e concluso gli studi. Londra, dove sono rinata: li ho respirato, in tutti i sensi. Quel senso di polmoni chiusi dato dagli attacchi di panico è passato nel giro di qualche mese. Li puoi essere chi realmente sei, senza essere incasellato in caselle troppo strette.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Dopo 5 meravigliosi anni a Londra, per motivi familiari -ma anche per per riconfrontarmi con me stessa- ho deciso di tornare a vivere in Italia. Ho lavorato in TV per 4 anni come Art Director una grossa azienda di Design e Comunicazione che, da fuori, sembrava meravigliosa.
 Dentro, purtroppo, era tutt’altro che meravigliosa. Ho trovato datori di lavoro con zero umanità e moltissime aspettative. E’ stata un esperienza terribile: sminuivano le persone, fino a fargli perdere l’autostima per non farle sentire mai abbastanza brave da poter chiedere l’aumento. Io lavoravo di notte, gratis, per dimostrare che non era così, ma senza risultati: il mobbing continuava e l’umiliazione era all’ordine del giorno. Per la seconda volta ero caduta in trappola. E di nuovo, ho trovato la forza di uscirne, superando la paura di lasciare un posto fisso e del giudizio delle persone. Insieme ad una ex compagna di corso di Copenhagen conosciuta a Londra, abbiamo creato una nuova realtà. Un network di comunicazione e grafica. Un sistema di studio flessibile che a seconda del progetto offre un servizio di consulenza/art direction. Un modo di lavorare che in Italia ancora non è comune, ma che ci sta dando grandi soddisfazioni.
 Lei, con una socia fanno base a CPH e io con un’altra socia qui a Treviso. Un team tutto al femminile che mensilmente si ritrova a Londra. Dove tutto per me è cominciato. Dove mi sono ricominciata. Perché alla fine, uscire da una trappola, è come ricominciarsi 🙂

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