Chiara Richer

Chiara Richer

@chiara.vannini

LA MIA STORIA

Abito a Parigi da 6 anni per amore e per lavoro. Poi una gravidanza idilliaca con tanto di viaggi anche in Brasile ma poi al sesto mese... devo partorire d’urgenza una bimba di appena 27 settimane, che non pesa nemmeno 800 gr. Ho una grave forma di pre-eclampsia aggravata da sindrome di hellp: rischio la vita e anche quella della mia bambina se non mi fanno subito il cesareo. Patologia rara, che « si cura », quando va bene, con il parto. Dal mio arrivo in ospedale incinta tranquilla per un controllo a un parto cesareo in urgenza con rischio vitale non passano nemmeno 24 ore. In poche ore non so chi di noi sopravviverà. Io ci ho creduto sempre che le cose sarebbero andate bene, anche quando sul piano clinico i medici avevano all’unanimità legittimi dubbi sulla nostra sorte. Non ho smesso mai di crederci.

COME MI SONO RICOMINCIATA

mio compagno mi ha sostenuta senza farmi sentire in colpa mai.Sono rimasta ricoverata 15 giorni e ho avuto controlli ed esami per un anno prima di considerarmi guarita.La mia bimba é stata 3 mesi in ospedale.Ho smesso di andare al lavoro ovviamente. Nessuno o quasi dei miei colleghi ha ritenuto di dovermi mandare un messaggino gentile dopo 6 anni di lavoro gomito a gomito. Oggi la mia bimba mi permette di vedere l’essenziale. Siamo sopravvissute e siamo qui per mordere la vita, non più per perdere tempo con cose e persone che non meritano il nostro tempo. Un anno e più a casa con lei ha rappresentato un grosso sacrificio economico. Un salario in meno. Ma tanta felicità in più.Sono riuscita con la mia positività ad attirare a me anche un nuovo superlavoro che inizierò tra poco. Mi sono ricominciata.

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