Chiara Bianconi

Chiara Bianconi

@chi.bianconi

LA MIA STORIA

Sono nata a Verona, la città di Romeo Giulietta, 40 anni fa e da 10 abito nella città di Renzo e Lucia. Insomma da un amore sfigato all’altro… come nei primi 30 anni della mia vita. Andiamo con ordine: cresco in una famiglia ipercattolica, faccio tutta la trafila delle attività in parrocchia. Finita la maturità scientifica mi fermo un anno a fare volontariato tramite la Caritas. Inizio l’Università, Scienze dell’Educazione, e al tempo stesso inizio a lavorare presso la Caritas Diocesana di Verona. Ottenendo anche in breve tempo dei riconoscimenti: prima come responsabile del Triveneto del Servizio Civile a 24 anni e dopo due anni come responsabile dell’interno Ufficio Progetti. Ero immersa nell’ambiente ecclesiale fino al collo e per un tratto della mia vita ho persino pensato di diventare suora. Quando mi sono accorta che non era la mia strada ho iniziato a passare da un uomo a un altro, alla ricerca di me e dell’autostima che non avevo. È in questo valzer di uomini più grandi di me e soprattutto lontani, che incontro quello che sarebbe diventato mio marito. È il 30 ottobre 2010 e mi sposo civilmente alla Tomba di Giulietta (quando si dice la premonizione) e già incinta mi trasferisco a Lecco. Lascio il mio tempo indeterminato e apro la partita iva. Nell’arco di pochi mesi il matrimonio si rivela un disastro: l’incompatibilità regna sovrana e peggiora con la nascita di Beatrice. Per farla breve dopo 3 anni di matrimonio prendo in mano la situazione e decido di separarmi.

COME MI SONO RICOMINCIATA

È febbraio 2014: mi trovo sola con una figlia di meno di 3 anni, una partita iva, in una città che non sento ancora mia, lontana più di 150 km dai miei genitori e un mutuo tutto sulle mie spalle. Tuttavia mai per un istante ho pensato: “Chi me lo ha fatto fare?”. Arrivo alla decisione di separarmi perché avevo una certezza: la vita è una sola. Così mi rimbocco le maniche e inizio un lungo lavoro su di me attraverso la scuola di coaching, per un po’ faccio anche due lavori per mantenermi, trascrivendo riunioni di S.p.A. quotate in borsa fino alle 2 di notte. Nel 2016 l’atto di follia: fondo con un socio al 50% una società e divento imprenditrice. Nasce la FamKare che si occupa di servizi per la famiglia (badanti, colf e babysitter), diventiamo Family Coach perché vogliamo aiutare le famiglie a superare le sfide di quest’epoca, dalla genitorialità all’invecchiamento, che sarà una vera e propria bomba sociale a breve. Commettiamo molti errori nel cercare di trovare la nostra giusta collocazione nel mondo, tanto che quasi due anni fa siamo sul punto di chiudere. Ed è qui la mia altra svolta: “Basta fare la follower di un uomo, la tua quota è al 50% e hai tutti gli strumenti per fare la differenza!”, prendo in mano la mia quota di società, e forse anche un pezzo di più, e rimetto in piedi l’azienda. Nel frattempo mia figlia cresce che è una meraviglia e nel 2015 conosco Diego, un amore alla mia altezza (187 cm).

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