Cecilia Pecchioli

Cecilia Pecchioli

@CillaMinù

LA MIA STORIA

La mia caduta ha inizio nel lontano 2000, a seguito della separazione dei miei genitori che è stata una vera e propria guerra all'ultimo sangue terminata nel 2017 per mano mia. E' stata una lenta e lunga caduta inconsapevole, fatta di un padre che ha scelto di dimenticarsi di avere due figlie e di ricordarsi di loro solo per accanirvisi legalmente (denunce, ricorsi, cose assurde), e di una madre accecata dal desiderio di "ridurlo in mutande"che, per raggiungere il suo obiettivo, ha fatto dei gran casini ricaduti su di me. Io per molto tempo, troppo, sono stata dentro queste dinamiche non accorgendomi che stavo annullando me stessa, anteponendo le esigenze di mia madre alle mie. Nel 2016, dopo l'ennesimo casino di mia madre che ha portato addirittura ad uno sfratto, e dopo aver aperto a nome mio un finanziamento di 30.000 euro per lei (che poi non ha mai contribuito a pagare trovandomelo sulle spalle al 100%), ho raggiunto il punto di non ritorno: lavoravo come un mulo per pagare la banca e "aiutare" mia madre, dovevo finire di studiare per la specializzazione ma non riuscivo a pagarla e ho dovuto interrompere, dimagrivo a vista d'occhio ed ho avuto un crollo emotivo. Ho teso la mano in cerca di un aiuto affettivo da parte di mia madre, invece ho ricevuto solo insulti ed un bel calcio nel didietro. In tutto ciò, ho anche subìto un'aggressione sessuale.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Proprio quel calcio è stata la mia salvezza. Mi ha scrollato le fette di salame che per quasi 17 anni ho avuto sugli occhi. E oggi posso dire grazie a mia madre, senza quel calcio non sarei dove sono ora. il “ricominciamento” è stato duro, ho preso 4 cose ed il cane e mi sono chiusa la porta di casa dietro le spalle. Ho dormito per mesi su divani vari di amici, mi sono trovata ottomila lavoretti extra per pagare spese e debiti, ho denunciato il mio aggressore per rispetto a me e a tutte le donne. Sono andata dalla psicologa per liberarmi di inutili sensi di colpa. Ho poi avuto il coraggio (e la fortuna) di trovare due avvocate cazzute che mi hanno aiutato a liberarmi dai deliri di mio padre, e ho interrotto i rapporti con mia madre, che per me era diventata tossica. Oggi ho una casa tutta mia, posso permettermi di fare shopping senza più sentire quella che definivo “ansia da conto corrente”, l’aver ceduto alla mia sofferenza e alla mia fragilità mi ha fatto scoprire di avere intorno persone davvero speciali che io definisco la mia “famiglia di cuore”. Ho finito di pagarmi gli studi e faccio il lavoro dei miei sogni: la psicologa giuridica. Lavoro a difesa dei figli di separati. Gestisco un’associazione dedicata ai diritti dei giovani psicologi e, con alti e bassi, mi sento bene. Sono fiera di me e di quello che sono. Il mio passato è là, l’ho accettato ma non voglio averlo tra i piedi. Mi sono ricominciata e continuerò a spingere.

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