Carolina Magrini

Carolina Magrini

@carolina.magrini

LA MIA STORIA

Nasco nel 1975. Oggi sono una sociologa prestata alla grande distribuzione in cassa ai tempi del Covid. I miei tempismi sono sempre stati eccellenti. In quel trapasso tragico che lasciava andare affanculo (posso...da brava bambina educata chiedo) le rivendicazioni femministe per lasciare spazio ai cartoni animati delle peggiori specie ed ai giocattoli per mammine accudenti. Come tante (tutte) della mia età facevano le brave, studiavano, avevano mille attività extra scolastiche, si guadagnavano la carezza se facevi la snorniona e confermavi di aver capito che “seducendo” una donna riceve. Quando arrivarono gli ormoni, la conoscenza del proprio piacere passava inevitabilmente dal senso di colpa. Insomma...storia di molte, tutte. “Ce l’hai il fidanzatino?”...che rispondevo? Ero una grunge, rock con mezzo litro di lacca sui capelli! Ovviamente no! Ma si mentiva. E allora, lo stakanovismo estremo di me vittima del “rimarrai zitella!” partì alla ricerca del fidanzato. Dieci anni! Di cui 5 di depressione totale e secchezza vaginale. I miei anni bui. Neri. Ero tutto quello che avrei dovuto essere tranne quello che volevo. Anni di tentativi di uscita da quegli schemi mentre gli altri mi ci rificcavano dentro a forza. Finchè...

COME MI SONO RICOMINCIATA

Arrivò una docente di Sociologia dei processi culturali (materia in cui mi sono laureata con una tesi sugli stereotipi di genere quasi 20 anni fa). Lei cambiò le sorti della mia vita dicendo ad uno sceneggiatore “ma perchè un personaggio femminile deve ammorbidirsi nella serie tv che lei scrive? Una stronza ha il diritto di rimanere stronza!”. Mi cambiò prospettiva. Ancora oggi studio, dialogo sui social su questi temi per bisogno, continuo a cibarmi di antropologia e sociologia e passo prodotti sul lettore della cassa di un market. E questa ultima via l’ho scelta dopo una vita di merda per 12 anni in una multinazionale dominata dagli uomini dove, per ossessione carrieristica, volevo vincere vestendomi da uomo. Ho perso. Dopo la gravidanza mi è stato chiesto se volevo due soldi per andarmene. Li ho presi e cambiato vita. Ho preso le redini e avuto 22 amanti in due anni (e gli intervisto).. Ho decostruito tutto quello che mi era stato insegnato, la mia educazione primaria per essere me stessa. Il mio sogno romantico è vivere con le mie compagne e cambiarle il pannolone (per il prolasso, il loro, non il mio). Ho una figlia. E il miglior modo di studiare la merda che mettono in testa alle donne, vederne le evoluzioni e compiere una esegesi anche di se stesse. Gli incel ci vorrebbero ancora accudenti, bramare l’uomo “giusto”, ognuna al suo posto, preferibilmente qualche passo indietro. Non ci avranno più. Decostruendo si impara a pisciare anche più lungo di loro

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