Carolina Bertolaso

Carolina Bertolaso

@bertolasocarolina

LA MIA STORIA

Sono caduta così tante volte che il pavimento è ormai la mia zona di comfort. Sono caduta per la prima volta quando ho capito che la mia migliore amica era in realtà la persona che aveva risucchiato ogni mia energia e sabotato la mia intera vita, per più di 10 anni. Sono poi caduta quando quell’uomo che amavo, e che in 9 anni di relazione aveva rubato ogni cosa bella che esisteva in me, mi abbandonò lasciandomi solo i cocci di quello che ero, e un disturbo d’ansia generalizzato. Sono caduta di nuovo quando ho conosciuto quell’altro uomo, quello che raccolse i cocci; uomo per il quale avrei dato la mia stessa vita, e per mano del quale nei due anni successivi, per poco la vita non la persi, ritrovandomi senza nient’altro che un grave disturbo post traumatico da stress. E poi l’ultima caduta: la lettera di licenziamento arrivata dopo un anno di mobbing ed un disturbo dell’adattamento, che sanciva la fine del mio rapporto lavorativo con la realtà per la quale avevo dato tutta me stessa per 10 anni, firmata dall’unica persona di cui mi fidassi, una persona che consideravo amica. Mi sono ritrovata a piangere disperatamente su quel pavimento innumerevoli volte. Dopo ogni tradimento, dopo ogni strattone, dopo ogni abbandono. E ogni volta mi sono chiesta cosa ci fosse di sbagliato in me, cercando una risposta che potesse spiegarmi per quale ragione la mia vita, che avrebbe potuto essere davvero perfetta, era stata invece pervasa da così tanto dolore, e da così tanta disperazione.

COME MI SONO RICOMINCIATA

E poi, complice la mia laurea in psicologia, ho capito che le mie relazioni più importanti erano state scandite da pattern di comportamento sempre identici: idealizzazione, svalutazione, scarto. E ho compreso di essermi ripetutamente imbattuta in individui terribilmente abusanti dalla personalità narcisistica, che avevano reso la mia vita un vero e proprio inferno. Finalmente tutto mi è stato chiaro: Io non ero caduta. Mi avevano spinta. Ero stata vittima di una terribile forma di violenza chiamata abuso narcisistico. Capire questo è stato l’inizio della mia vita. Il mio, infatti, non è stato solo un ricominciamento, ma una vera e propria rinascita. Guardandomi intorno ho capito che come me, tantissime altre persone erano state vittime della stessa forma di abuso senza saperlo, e stavano soffrendo in silenzio. Ho capito che parlarne era vitale, perché per quanto invisibile e sconosciuto, l’abuso narcisistico causa traumi gravissimi a milioni di persone, permeando la nostra società dalla vita privata a quella familiare a quella lavorativa, e diffondendosi come una vera e propria epidemia. Io ho capito che l’antidoto è la consapevolezza. Ho creato un progetto che potesse contrastare questa violenza, e che in soli sette mesi ha raccolto l’adesione di migliaia di persone, aiutandomi a capire che tutto l’abuso che avevo subito era, in realtà stata la mia salvezza: ero diventata così brava a rinascere che avrei potuto ricominciarmi aiutando gli altri a farlo.

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