Carlotta Foschi

Carlotta Foschi

@foschi.carlotta

LA MIA STORIA

Tutto è cominciato con la mia nascita, una vita in cui un padre se n’è andato quando avevo solo 20 giorni(si è risposato e ha avuto un figlio). Cresco in una famiglia di donne, vivo e condivido la seconda relazione di mia madre( figlia anche lei di una donna lasciata) vedo naufragare la convivenza di mia madre e alla morte di mia nonna anche il suo secondo marito (definito da me nonno)sparisce. Cresco e cerco di trovare qualcuno che riempa le mie emozioni. Sbaglio, tante volte. Studio pensando, ogni giorno, di seguire la mia strada.. volevo fare la fisioterapista. Lavoro per mantenermi agli studi e alla fine ci riesco. Qualcosa andava bene, ma gli uomini e il rapporto con loro mi trascinava sempre in basso. Dipendevo dal sentirmi voluta. Mi vivevo negli sguardi compiaciuti degli altri. Un puzzle di tante cose che gli altri mi davano.. no vedevo l’immagine intera di me stessa. Dopo anni di lavoro monotono e ripetitivo, per caso, comincio la riabilitazione di un piccolo bambino. Mi si apre un mondo volevo dedicarmi a quello, specializzarmi. Studio ancora. Incontro un uomo divorziato con figlio e mi innamoro di lui.( una trasposizione della figura di mio padre???forse) vivo la nostra storia in un modo diverso, inconsapevole e felice. Resto incinta, maschio!Il parto va malissimo, a causa della gestione approssimativa da parte dei sanitari, mio figlio nasce e senza quasi neanche toccarlo, me lo portano via, stava male E non sapevano se sarebbe sopravvissuto. Io stavo male.. dentro e fuori..

COME MI SONO RICOMINCIATA

Ho scavato in me stessa, ho trovato quella forza, inconsapevole, e l’ho usata. Con lui, con mio marito e con me stessa. Mio figlio si è ripreso, sta bene! Quella forza è diventata il motore di uno spirito che ancora oggi mi accompagna e mi avvicina a tutte le mamme che vivono la loro forza con bambini disabili. Studio, ancora! Cresco mio figlio e cresco nel mio lavoro. Vedo l’immagine del puzzle intera finalmente! Mollo un lavoro a tempo indeterminato per dedicarmi ai bambini degli altri e comincio a rotolare clamorosamente in esperienze lavorative spiacevoli e complesse. Continuo a cercare una casa lavorativa per me e i bambini che voglio seguire. Porte in faccia anche di amiche colleghe che pensano sia meglio correre in solitaria. Riprogrammo, quasi da sola. E convoglio quella voglia di riempirmi di emozioni nell’obiettivo lavorativo.Cerco,trovo e ancora cerco. Le delusioni subite mi hanno caricata a molla, di fronte ad ogni ostacolo, mi sentivo più energica di prima. L’immagine si schiarisce il puzzle è enorme, lo so,ma comincio a capire come fare, rialzarmi è la mia specialità da quando sono nata.

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