Benedetta Petralia

Benedetta Petralia

@benedetta.petralia

LA MIA STORIA

Tutto è cominciato circa 4 anni fa: incontro un uomo affascinante e sensibile per cui perdo la testa, Emanuele (ormai mio ex compagno e padre di mia figlia). Ci siamo travolti a vicenda e dopo un anno dall'inizio della relazione, progettando di trasferirci nella meravigliosa Corfù, lasciamo i nostri lavori stabili (io avevo il tanto anelato contratto a tempo indeterminato). Il mese successivo è arrivata la sorpresa: ero incinta! Abbiamo completato il trasloco al mio quarto mese di gravidanza. La nostra impulsività o follia, probabilmente, ci ha permesso di viverci questo cambiamento nel miglior modo possibile eravamo felici di essere lì, ci arrangiavamo con lavoretti e coltivando il nostro orto. Dopo due anni, però, il nostro sogno, aveva iniziato a non bastare più a quel "noi" che da poco includeva anche la nostra bambina. Novembre 2018: torniamo a Milano, abbozzando il progetto di rientrare a Corfù intorno a marzo/aprile. Gennaio 2019: mi rendo conto che io ed Emanuele non ci amavamo più. Lo lascio e rimango sola, senza lavoro, senza auto, in una casa enorme, con due gatti, una bimba di un anno e un rapporto con suo padre a dir poco disastroso, pieno di scontri, liti, accuse. Eravamo ancora pieni di risentimento e a subirne le conseguenze era l'organizzazione del tempo da passare con nostra figlia. Ci mettevamo i bastoni tra le ruote in continuazione. E così passo direttamente a far parte delle fantomatiche MILF. Termine imparato poco dopo non sto a raccontarvi come.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Più che una milf mi sentivo Bridget Jones mamma. I primi mesi sono stati una via di mezzo tra una botta sugli spigoli di un mobile con le dita dei piedi e la discografia di Adele. Ma è durata poco. Ho ricominciato da me. Volevo un lavoro che mi appassionasse e mi permettesse di tornare a Corfù in futuro. Inizio un corso di social media manager e lavoro part time per gestire anche Chloe, mia figlia. Ora sto facendo esperienza da SMM per piccole realtà. Intanto la situazione con Emanuele continuava a peggiorare. Arriva al culmine: passa a ritirare gli scatoloni con dentro pezzi di vita frantumati. Inizio a piangere dicendo: “Cosa ci è successo?” Lui mi abbraccia. I muri cadono e dal quel giorno la situazione migliora. Abbiamo lavorato insieme per migliorarci, sia come uomo e donna, che come genitori. L’impossibile era diventato possibile. Il secondo compleanno, Chloe l’ha passato con entrambi i genitori e i rispettivi nuovi compagni (il mio perso per strada). Conosco molte storie di coppie che si separano e non riescono a gestire il dolore e la rabbia, così decido di condividere la mia esperienza e mostrare loro una via diversa. Ho ripreso in mano il profilo Instagram aperto a Corfù: I Pensieri di Ioia, dove ora scrivo, senza filtri, cosa significa affrontare il dolore della separazione e i disagi di un genitore single. Un figlio cambia le cose radicalmente ma la vita È FATTA di cambiamento, evoluzione e rinascita. Si tratta di scegliere di abbracciarli e cambiare la nostra vita.

Inizia a scrivere e premi Enter per avviare la ricerca

Carrello

Nessun prodotto nel carrello.