Barbara Colombo

Barbara Colombo

@barbara

LA MIA STORIA

Sono stata a terra per vent'anni finché non ho scoperto che per rialzarsi basta un minuto o comunque molto poco. Ci ho messo circa 2 anni, un bel record paragonato ai 20 in cui ho avanzato a passo del leopardo. Cominciamo dall'inizio: da adolescente ero arrabbiata con il mondo, i miei litigavano e grazie ad un divorzio feroce ho passato ore con psicologi, assistenti sociali e giudici tutelari. Io però ero un'adolescente responsabile e matura, piangevo certo ma passavo le mie giornate a studiare, a sperare che la mia rivalsa sarebbe arrivata. C'era solo buio intorno a me e io cercavo di avanzare arrancando, senza l'umiltà di chiedere aiuto e senza la maturità per capire cosa dovevo cercare. Pensavo: sono una dura e questa vita mi renderà invincibile. A vent’anni i miei genitori si erano calmati e quando ho avuto un po’ di tregua ho cercato conforto nella religione, sono diventata testimone di Geova, non so se per sentirmi parte di una famiglia o per spirito di ribellione. Dopo poco ho trovato anche il lavoro perfetto, quello che mi ha permesso di avere sul biglietto da visito un titolo che era più di una rivalsa. Dopo un marito e un figlio, dopo la stabilità è arrivata la rivoluzione: prima decisi di allontanarmi dal gruppo religioso e così persi tutte le amicizie, proprio tutte, nessuno mi parlava più. In breve ho divorziato e dopo poco, la crisi economica mi portò a perdere il lavoro e il mio biglietto da visita. Avevo solo il biasimo di chi mi circondava. Ma…

COME MI SONO RICOMINCIATA

Ero arrabbiata, sconfortata, delusa, ma per la prima volta intorno a me c’era la luce. Non ero più ne buio. Mio figlio mi ha insegnato cosa vuol dire amare, vuol dire avere prima di tutto rispetto per se stessi, vuol dire essere consapevoli di ciò che sappiamo donare e riconoscere chi fa altrettanto. Non avere più un titolo e un biglietto da visita mi ha fatto capire che Barbara è sempre Barbara, qualunque titolo tu le voglia dare. Giorno dopo giorno ho imparato a rimettermi in piedi, a non vergognarmi di chiedere aiuto, anche se significava prendere degli anti depressivi. Ho imparato a perdonare ad amare i miei genitori e ad accettare quello che possono darmi, oggi so di essere io il loro genitore e voglio bene a questi due adolescenti perenni. Il mio passato mi ha reso tenace e oggi sono un’imprenditrice, ho raccolto tutto il mio coraggio e ho aperto la mia agenzia, guadagno meno, sono felice e soprattutto non ho biglietti da visita. Mi sono risposata e vivo ogni giorno come in una favola, oggi sono in pace, con me stessa, con i miei genitori, con mio figlio, persino con il mio ex marito che è un caro amico. Davvero. La vita ti graffia, ha alti e bassi, ma le favole esistono, bisogna però guardare nella direzione giusta. Lo so la mia è una storia semplice, eppure incontro ogni giorno persone scoraggiate dalla loro storia semplice e ogni giorno vorrei gridare: puoi cambiare.

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