Annarita Rivasi

Annarita Rivasi

@annarita.rivasi

LA MIA STORIA

Tanti anni fa ho conosciuto una persona, siamo diventate amiche e sono rimasta affascinata dal suo lavoro. Soprattutto dalla possibilità di organizzarselo, deciderlo e farselo su misura. Come lei, anche io ho sempre lavorato nel mondo delle scarpe comfort e l’ho trasformato nella mia peculiarità e dopo 20 anni di gavetta nel 2017 ho aperto la mia SRL da sola. Il primo anno è scivolato via senza problemi, i negozi fatturavano. Ho iniziato ad inebriarmi di questo appagamento e senza accorgermene ho iniziato a sbagliare. Compravo senza programmazione nè budget, avrei venduto. Ho assunto personale non necessario, avrei lavorato. Preso un finanziamento importante dalla banca, lo avrei restituito. Invece. Nel giro di pochi mesi mi sono ritrovata con tantissima merce che non si vendeva più. Il meccanismo si era inceppato e io, per svuotarmi da tante paia, ho iniziato a fare sconti folli. In breve, a perdere. Montagne di soldi. Ogni mese un’agonia tra stipendi, affitti, rate alle banche, merce da pagare. Non avevo più un centesimo. Mancava solo l’ufficialità al mio fallimento. Nel frattempo la mia amica si è ammalata. La battaglia che abbiamo combattuto insieme, prima io poi lei, è finita impari. A me, svuotata, è rimasto guardarla partire. Questa è la parte più difficile: sopravvivere. Tu vivi, la tua compagna di sventura no. Senza una regola. Avevo il fallimento dietro l’angolo, le banche addosso, gli avvocati pronti a sbranarmi, le dipendenti in guerra, le minacce di sfratto. Io, a pezzi.

COME MI SONO RICOMINCIATA

In mezzo a tutto questo cataclisma ne è arrivato un altro. Il Covid. Ma questo mi ha salvata. All’improvviso il mondo si è fermato e io con lui. Mi sono trovata per la prima volta da anni con un sacco di tempo per pensare. Ho messo giù il mio piano di salvezza. Ciliegina: la Spora. Che mi è entrata nella vita con un post in cui annunciava di andare in Sudamerica. Ho iniziato a seguire questa donna folle, e più la leggevo, più il mio progetto prendeva corpo e anima. Ho lavorato giorno e notte per settimane. Fatto i Corsetty e studiato come una matta il controllo di gestione. Ho chiuso i punti vendita in perdita e sistemato le dipendenti. Trattato la riduzione d’affitto con i proprietari. Contattato ogni fornitore e proposto un piano di rientro. Iniziato a fare video sui social. A vendere online senza un ecommerce. Ho smesso di fare sconti e creato un programma fedeltà. Ho annullato la merce della stagione estiva e smaltito le rimanenze. Le umiliazioni? Tante, sempre, mai risparmiate. Ho imparato in questo mondo dispari che a noi donne ne toccano di più. Siamo forgiate dalla natura, determinate per necessità, grintose per sopravvivenza. Mi sono ricominciata senza sfondare con i social o vendendo online. Continuo a vendere le mie scarpe, a vivere e a ricordare la mia amica. La baracca l’ho salvata, ci saranno ancora momenti in salita e debiti da chiudere, ma non mollo. Sguardo alto, sorriso sempre perchè l’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona (cit.)

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