Annalisa Magni

Annalisa Magni

@adw.magni

LA MIA STORIA

Ecco, più che una caduta, io direi un tonfo di tutto il mondo conosciuto. O meglio, il mondo che pensavo di conoscere così bene, con tutte le sue regole piacevoli e rassicuranti, e qualche cumulo di polvere da conficcare ben sotto il tappeto. Avevo 33 anni e appena deciso che un matrimonio non si nega a nessuno, soprattutto se quel nessuno ha lasciato la sua famiglia per te. E' così la mia storia di “casca tutto e ora come faccio”, parte da qui, da una storia da "rovina famiglie". Ho conosciuto il mio futuro marito sul lavoro, ci siamo innamorati, lui ha lasciato tutto, io presa da un senso di colpa e dalla paura del giudizio, ho sistemato tutto, sposandolo. Ma attenzione! Neanche il tempo di riprendersi da una luna di miele con attacchi di panico, che ho il colpo di genio: aprire una attività insieme e fare un figlio per risolvere le cose. E niente, sai quando proprio ti parte l'intelligenza... Per fortuna il figlio è meraviglioso e io penso che amando questo piccolo uomo andrà tutto bene. E invece il primo Natale da mamma mi si paralizzano le gambe. Si chiama freezing, e succede agli animali sopraffatti dal terrore. La mia vita era lì congelata, tra l’ossessione di avere una famiglia normale ad ogni costo, e il desiderio di non sentire la gola chiusa dalla paura. In quel momento qualcosa si è rotto per sempre. Credo che il crack che ho percepito fosse il rumore delle mie fantastiche aspettative che si schiantavano al suolo.

COME MI SONO RICOMINCIATA

Dopo lo schianto delle mie illusioni, mi si rompe la macchina. E così, con quel poco di credibilità economica che mi è rimasta, chiedo un prestito alla banca. Me lo danno. Guardo i soldi e penso: “Ma che ci faccio io disoccupata e infelice con una macchina?”. Al massimo il giro del quartiere. E così prendo i miei averi e li spendo per un Master. Poi con quello che rimane vado in analisi. Sì, analisi, quella con lettino e silenzi. All’inizio sono incazzata nera. Io sono in terapia perché sono tutta sbagliata e da correggere, e lo psicanalista non vuole che cambi ma che mi accetti? Truffa! Sabotaggio! Io sono nata tonda e pretendo di uscire da qui quadrata. Ma niente, il quadrato proprio non spunta in nessuna seduta e così, dopo tre anni di analisi, mi iniziano a piacere i cerchi. Nel frattempo, mentre lotto con il mio psicanalista per chi abbia ragione, finisco il Master in Marketing digitale, e vado ad un colloquio di lavoro. La verità? Ero piena di teorie ma non sapevo da dove cominciare. E così ho recitato una parte al colloquio. Sono entrata in una stanza piena di uomini che litigavano per un volantino e mi chiedevano come farlo, e lì come se nulla fosse, stretta in dei pantaloni neri di ordinanza, ho detto: “ Credo che il volantino sia l’ultimo dei vostri problemi”. Mi hanno creduto. Da quattro anni sono il loro responsabile della comunicazione. E sono una mamma felicemente separata.

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